Cosmologia

Una porzione di vista combinata Subaru/XMM-Newton con al centro una galassia morente (Immagine cortesia NAOJ/M. Tanaka)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” e uno su “The Astrophysical Journal”, riportano i risultati di studi su antichissime galassie quiescenti, il che significa che avevano ridotto notevolmente o terminato la loro attività di formazione stellare. Due team di ricercatori con molti di loro in comune hanno usato dati raccolti con vari telescopi per studiare queste galassie e stabilire che vediamo la più antica com’era circa un miliardo e mezzo di anni dopo il Big Bang. Questi studi offrono nuove informazioni utili a migliorare i modelli di formazione delle galassie.

Una mappatura dei moti del plasma negli ammassi galattici di Perseo e della Chioma

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophyiscs” riporta la mappatura della distribuzione e del moto di gas caldo all’interno degli ammassi galattici di Perseo e della Chioma. Un team di ricercatori guidato da Jeremy Sanders del Max Planck Institute per la fisica extraterrestre di Garching, in Germania, che include anche Ciro Pinto dell’INAF ha usato in particolare il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per studiare quei due grandi ammassi e rilevare il gas che, a temperature elevatissime e sotto forma di plasma, brilla ai raggi X. Questa mappatura offre nuove informazioni sulla formazione e sull’evoluzione degli ammassi galattici.

L'afterglow del lampo gamma GRB 190114C visto da Hubble (Immagine NASA, ESA, and V. Acciari et al. 2019)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano diversi aspetti dello studio di un lampo gamma catalogato come GRB 190114C che è stato osservato a molte frequenze in quella che viene chiamata osservazione multibanda. Molti scienziati, in particolare quelli della Collaborazione MAGIC, hanno messo assieme osservazioni compiute usando telescopio spaziali e al suolo per studiare il lampo gamma con la maggiore energia mai osservato. Infatti, sono stati rilevati fotoni con un’energia dell’ordine del teraelettronvolt, un livello teorizzato a lungo ma solo ora confermato. Un quarto articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta un’analisi della galassia in cui è avvenuto GRB 190114C.

L'immagine di un'antichissima galassia moltiplicata da una lente gravitazionale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio di una galassia soprannominata Sunburst Arc (arco a raggiera) osservata tramite un effetto di lente gravitazionale che porta a moltiplicarne l’immagine ottenendone almeno 12 copie distorte in quattro grandi archi. Il telescopio spaziale Hubble ha rilevato la luce proveniente da quella galassia, distante circa 11 miliardi di anni luce dalla Terra, grazie a quell’effetto, che l’ha anche resa tra le 10 e le 30 volte più luminosa. Studiare una galassia così antica permette di raccogliere informazioni sull’universo primordiale e su quella che viene chiamata epoca della reionizzazione.

Schema dell'eliosfera (Immagine NASA/IBEX/Adler Planetarium)

Un team di scienziati guidato da Jamie Rankin di Princeton ha usato le misurazioni dei raggi cosmici galattici rilevati dalle sonde spaziali Voyager della NASA per ottenere una stima della pressione totale che plasma, campi magnetici e particelle varie esercitano gli uni sugli altri nell’elioguaina, lo strato esterno dell’eliosfera, la grande bolla attorno al Sole in cui il vento solare fa sentire la sua influenza. Il risultato è più elevato del previsto e aiuterà a capire meglio le interazioni tra il Sole e ciò che lo circonda.