Cosmologia

Sede dell'esperimento ALPHA (Foto cortesia Maximilien Brice/CERN)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la misurazione di una riga spettrale di un atomo di antidrogeno. L’esperimento ALPHA del CERN, che ha proprio lo scopo di condurre esperimenti sull’anti-idrogeno per capire meglio le caratteristiche dell’antimateria, è riuscito a intrappolare un anti-atomo per esaminarlo con un laser e stabilire che le sue caratteristiche spettrali sono identiche a quelle dell’idrogeno.

18 dei quasar studiati (Immagine ESO/Borisova et al.)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nubi di gas luminoso attorno ai quasar lontani. Un team internazionale di astronomi guidato da un gruppo dell’Istituto ETH (Istituto federale svizzero di tecnologia) di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato lo strumento MUSE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare galassie molto lontane che sono attive, del tipo chiamato quasar, scoprendo che gli aloni di gas che le circondano sono più comuni del previsto.

Rappresentazione artistica della porzione di timeline dell’universo attorno all’epoca della reionizzazione (Immagine ESA – C. Carreau)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” descrivono gli ultimi aggiornamenti riguardanti l’analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor dell’ESA tra il 2009 e il 2013. Gli ultimi risultati indicano che le prime stelle hanno cominciato a formarsi circa 700 milioni di anni dopo il Big Bang, circa 150 milioni di anni più tardi rispetto a quanto indicavano le analisi precedenti.

Simulazione della struttura su larga scala dell’Universo (Immagine Nico Hamaus, Universitäts-Sternwarte München, Ohio State University)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca sulla distribuzione della materia nell’universo effettuata in un modo diverso dal solito. Un team internazionale di ricercatori ha studiato i vuoti cosmici come se fossero i negativi fotografici da cui ricavare informazioni sulla materia ordinaria, sulla materia oscura e sull’energia oscura.

Vari schemi delle onde gravitazionali rilevate dall'esperimento LIGO (Immagine cortesia esperimento LIGO)

Durante una conferenza stampa al meeting dell’American Astronomical Society a San Diego, è stata annunciata la seconda rilevazione di onde gravitazionali provenienti dalla fusione di due buchi neri da parte dell’esperimento LIGO. Si tratta di un evento diverso dal primo, storico, annunciato l’11 febbraio 2016: stavolta la fusione è avvenuta circa 1,4 miliardi di anni fa ed è stata rilevata sulla Terra il 26 dicembre 2015. L’evento è descritto anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”.