Cosmologia

Vari schemi delle onde gravitazionali rilevate dall'esperimento LIGO (Immagine cortesia esperimento LIGO)

Durante una conferenza stampa al meeting dell’American Astronomical Society a San Diego, è stata annunciata la seconda rilevazione di onde gravitazionali provenienti dalla fusione di due buchi neri da parte dell’esperimento LIGO. Si tratta di un evento diverso dal primo, storico, annunciato l’11 febbraio 2016: stavolta la fusione è avvenuta circa 1,4 miliardi di anni fa ed è stata rilevata sulla Terra il 26 dicembre 2015. L’evento è descritto anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”.

La galassia UGC 9391 vista dal telescopio spaziale Hubble. Nei circoletti rossi variabili cefeidi, la croce blu indica una supernova di tipo Ia (Immagine NASA, ESA, and A. Riess (STScI/JHU))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca basata su osservazione effettuate con il telescopio spaziale Hubble che suggerisce che l’universo si sta espandendo a una velocità maggiore del previsto. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha misurato la distanza di stelle in diciannove galassie con la migliore accuratezza mai raggiunta per ottenere questo sorprendente risultato.

La supernova G1.9+0.3 (Immagine NASA/CXC/CfA/S. Chakraborti et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive l’analisi dei resti della supernova G1.9+0.3, la più giovane osservata nella Via Lattea. Un team di astronomi dell’Università di Harvard ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale Chandra della NASA e il radiotelescopio VLA per trovare prove del fatto che si tratti di un’esplosione originata dalla fusione di due nane bianche, quella che viene chiamata supernova di tipo Ia.

Mappa di superammassi galattici e di vuoti cosmici attorno alla Via Lattea (Immagine Richard Powell)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di quella che è stata chiamata la Grande Muraglia BOSS, un superammasso di galassie lungo oltre un miliardo di anni luce e distante tra 4,5 e 6,4 miliardi di anni luce dalla Terra. Con una massa stimata in 10.000 volte quella della Via Lattea, è il superammasso più grande finora scoperto.

Porzione di spazio generata dalla simulazione Illustris che mostra la distribuzione di materia oscura (Immagine cortesia Markus Haider / Illustris collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla distribuzione della materia nell’universo. Secondo i risultati il 20% della materia ordinaria è contenuto nei cosiddetti vuoti cosmici e le galassie costituiscono solo un cinquecentesimo del volume dell’universo. Un team guidato da Markus Haider dell’Institute of Astro and Particle Physics dell’Università di Innsbruck in Austria, ha utilizzato simulazioni del progetto Illustris per raggiungere queste conclusioni.