Cosmologia

Rappresentazione artistica del telescopio spaziale WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope) (Immagine NASA/GSFC/Conceptual Image Lab)

La NASA ha annunciato l’approvazione di una nuova missione nel campo dell’astrofisica basata su un telescopio spaziale chiamato WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope). Si tratta di uno strumento di prossima generazione per un progetto a lungo termine dato che probabilmente verrà lanciato verso a metà del prossimo decennio. Avrà uno specchio grande come quello di Hubble ma un campo cento volte più ampio per indagare ancor meglio sui segreti dell’universo.

Le onde gravitazionali rilevate dal LIGO (Immagine cortesia LIGO)

A Washington D.C. è stata tenuta una conferenza stampa in cui è stato annunciato che l’esperimento LIGO ha rilevato le onde gravitazionali previste dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Due buchi neri a circa 1,3 miliardi di anni luce dalla Terra si sono fusi in seguito a una collisione emettendo quelle onde.

LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) è uno strumento costruito appositamente per rilevare le onde gravitazionali. È stato realizzato in una collaborazione tra il Caltech (California Institute of Technology) e il MIT (Massachusetts Institute of Technology) con un finanziamento della NFS (National Science Foundation) americana.

L'ammasso galattico Abell 1689 (Immagine NASA/ESA/JPL-Caltech/Yale/CNRS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” offre indizi sul legame tra la struttura interna di un ammasso galattico e l’ambiente di materia oscura che lo circonda. Lo studio della materia oscura è complesso perché può essere fatto solo indirettamente dato che al momento non siamo in grado di rilevarla direttamente. Finora gli scienziati hanno ritenuto che maggiore fosse la massa di un ammasso maggiore la quantità di materia oscura nel suo ambiente. Questa nuova ricerca suggerisce che le cose siano più complicate.

Mappa del cielo ai raggi gamma basata sul nuovo catalogo (Immagine NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)

Al 227° meeting della American Astronomical Society a Kissimmee, Florida sono stati presentati gli importanti miglioramenti che la NASA ha ottenuto alle prestazioni del suo telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi. I dati raccolti dallo strumento Large Area Telescope (LAT) sono stati analizzati nuovamente in quello che è stato chiamato Pass 8 con un nuovo software. Ciò ha permesso di scoprire nuove sorgenti di raggi gamma che prima non erano state individuate. Allo stesso tempo è stato possibile migliorare la possibilità per il LAT di determinare la direzione dei raggi gamma in arrivo.

Le massicce galassie primordiali appena scoperte indicate nei cerchietti rossi (Immagine ESO/UltraVISTA team. Acknowledgement: TERAPIX/CNRS/INSU/CASU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta delle più antiche galassie giganti effettuata grazie al telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) dell’ESO. Un team di astronomi guidato da Karina Caputi del Kapteyn Astronomical Institute all’Università di Groninga, in Olanda, ha individuato galassie che esistevano già quando l’universo aveva tra 750 milioni e 2,1 miliardi di anni. Questo risultato è sorprendente perché la nascita di galassie così massicce non era prevista così presto.