Cosmologia

Mappa del cielo ai raggi gamma basata sul nuovo catalogo (Immagine NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)

Al 227° meeting della American Astronomical Society a Kissimmee, Florida sono stati presentati gli importanti miglioramenti che la NASA ha ottenuto alle prestazioni del suo telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi. I dati raccolti dallo strumento Large Area Telescope (LAT) sono stati analizzati nuovamente in quello che è stato chiamato Pass 8 con un nuovo software. Ciò ha permesso di scoprire nuove sorgenti di raggi gamma che prima non erano state individuate. Allo stesso tempo è stato possibile migliorare la possibilità per il LAT di determinare la direzione dei raggi gamma in arrivo.

Le massicce galassie primordiali appena scoperte indicate nei cerchietti rossi (Immagine ESO/UltraVISTA team. Acknowledgement: TERAPIX/CNRS/INSU/CASU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta delle più antiche galassie giganti effettuata grazie al telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) dell’ESO. Un team di astronomi guidato da Karina Caputi del Kapteyn Astronomical Institute all’Università di Groninga, in Olanda, ha individuato galassie che esistevano già quando l’universo aveva tra 750 milioni e 2,1 miliardi di anni. Questo risultato è sorprendente perché la nascita di galassie così massicce non era prevista così presto.

Il satellite Astro-E2, poi diventate Suzaku, durante la fase di test (Foto NASA)

Nei giorni scorsi, l’osservatorio spaziale giapponese Suzaku è stato disattivato. Il 26 agosto 2015 la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, aveva comunicato la decisione di terminare la missione di questo satellite specializzato nell’astronomia per i raggi X. Le comunicazioni tra il centro controllo missione e Suzaku erano diventate intermittenti dal 1 giugno 2015 e la JAXA, dopo aver tentato di ripristinarle, ha deciso di iniziare le procedure di disattivazione.

Le Nubi di Magellano e un filamento interstellare visti dal satellite Planck Surveyor (Immagine ESA and the Planck Collaboration)

L’ESA ha rilasciato un’immagine creata usando i dati del satellite Planck Surveyor che offre un ritratto davvero speciale di un filamento interstellare e delle Nubi di Magellano. Si tratta di due galassie nane che fanno parte del vicinato della Via Lattea e Planck ha rilevato la polvere tra le stelle al loro interno nel corso della sua missione. Lo scopo principale di questo satellite era di studiare la radiazione cosmica di fondo, in inglese cosmic microwave background radiation (CMB o CMBR), ma i dati raccolti sono utili anche per mappare polveri e campi magnetici delle galassie.

L'aspetto di una galassia a varie lunghezze d'onda nell'indagine GAMA (Immagine ICRAR/GAMA

Un team internazionale di astronomi ha esaminato i dati relativi a oltre 200.000 galassie a diverse lunghezze d’onda elettromagnetiche. La conclusione è che in una sezione dell’universo l’energia prodotta oggi è circa la metà rispetto a due miliardi di anni fa. In sostanza, l’universo si sta spegnendo ma in realtà non c’è da preoccuparsi perché si tratta di un processo estremamente lento. Questa ricerca è stata presentata alla XXIX Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale e verrà pubblicata sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”.