ESA

Blog che parlano di attività dell’ESA

Pennacchio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA. In un articolo, un team guidato da Jürgen Blum dell’Università di Braunschweig, in Germania, ha utilizzato i dati raccolti per scoprire in che modo si è formata la cometa. Nell’altro articolo, un team guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha descritto un pennacchio sollevatosi dalla superficie della cometa che potrebbe essere stato generato da gas sotterraneo pressurizzato o dalla cristallizzazione di ghiaccio d’acqua amorfo.

Il satellite Sentinel-5P al decollo su un razzo vettore Rockot (Foto ESA)

Poco fa, il satellite Sentinel-5P del programma Copernicus / GMES, è stato lanciato dal cosmodromo russo di Plesetsk su un razzo vettore Rockot con uno stadio superiore Briz-KM. Il satellite si è regolarmente separato dall’ultimo stadio del razzo e dopo circa un’ora e mezza ha cominciato a inviare segnali.

Il satellite Sentinel-5P, dove la “P” sta per Precursor, è il primo della costellazione Copernicus dedicato al monitoraggio dell’atmosfera. Il termine Precursor è dovuto al fatto che è il precursore del futuro satellite Sentinel-5 e rappresenta un passo avanti rispetto a Envisat. Andrà a complementare i satelliti meteorologici MetOp di EUMETSAT e a lavorare in coordinazione con la missione americana Suomi-NPP, iniziata nel 2011 con scopi simili.

L'ultima immagine catturata dalla sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

L’ESA ha pubblicato l’ultima immagine scattata dalla sua sonda spaziale Rosetta prima di schiantarsi sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko alla fine della sua missione assieme alla storia della sua ricostruzione. L’immagine era arrivata incompleta perciò inizialmente non era stata riconosciuta come tale dal software che automaticamente elaborava i dati trasmessi in mezzo ai pacchetti contenenti dati telemetrici.

Cratere a nord di Hellas Planitia (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di un cratere con un diametro di oltre 30 chilometri a nord del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte ottenute grazie allo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. L’aspetto del cratere assieme alle valli fluviali più a sud indicano che al momento dell’impatto c’erano acque sotterranee vicino alla superficie. Si tratta di un altro indizio del fatto che anticamente in quella regione vi fosse un lago.

Le ultime foto degli anelli di Saturno scattate dalla sonda spaziale Cassini (Immagine NASA/JPL)

La NASA ha confermato di aver perso i contatti con la sonda spaziale Cassini, che fino all’ultimo stava inviando informazioni mentre scendeva nell’atmosfera del pianeta Saturno e andava verso la sua distruzione. È la fine della missione Cassini-Huygens, una collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), una delle più straordinarie missioni spaziali della storia.