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Alcuni esempi di fratture individuate sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Mentre la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko comincia ad allontanarsi dal Sole, nuovi studi sono stati pubblicati basati sui dati raccolti nel corso dei mesi scorsi. Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive l’esame delle tante fratture fotografate dopo l’arrivo della sonda spaziale Rosetta dell’ESA. Un altro articolo pubblicato sulla rivista “Annales Geophysicae” fornisce una spiegazione per il “canto” della cometa scoperto l’anno scorso.

Fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble (Foto ESA/Hubble and NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Una fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra la struttura distorta e incurvata. Assieme alle tracce di una notevole quantità di stelle in fase di formazione, è il segno della fusione tra due galassie. Per questo motivo, il suo aspetto potrebbe darci un’idea di cosa succederà fra alcuni miliardi di anni alla Via Lattea nella sua fusione con Andromeda.

Fotografia della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko vicina al perielio (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)

Nel corso della giornata di ieri la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko ha passato il perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole. La sonda spaziale Rosetta dell’ESA era a una distanza di circa 327 chilometri e con la sua macchina fotografica NAVCAM ha scattato una serie di immagini per documentare l’attività della cometa. Grazie al calore che sta ricevendo dal Sole, ancora per qualche settimana continueranno a esserci spettacolari getti di gas generati dalla sublimazione dei ghiacci.

Fotografia dell'area chiamata Agilkia sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko scattata da un'altezza di 9 m dal lander Philae (Foto ESA/Rosetta/Philae/ROLIS/DLR)

Un numero speciale della rivista “Science” è dedicato alle prime analisi dei dati raccolti dal lander Philae nella sua discesa sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. La sua missione è durata poco e gli ingegneri dell’ESA non riescono a ottenere un contatto stabile dopo quelli delle ultime settimane ma i dati che ha raccolto sono stati molto utili. Un altro studio molto interessante appena apparso riguarda l’interazione della cometa con il vento solare.

Uno dei pozzi studiati nell'area chiamata Seth della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca su una serie di 18 pozzi sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Essi sono quasi circolari e alcuni di essi sono fonte di attività, emettendo getti di gas e polvere. Essi erano stati scoperti parecchio tempo fa ma un’analisi delle immagini raccolte dalla macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA ha permesso di stabilire che probabilmente si sono formati in seguito a un collasso della superficie.