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Fotografia della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko scattata il 20 maggio 2015 con lo strumento NavCam della sonda spaziale Rosetta che mostra i getti di gas provenienti dal suo nucleo (Foto ESA/Rosetta/NavCam)

La rivista “Astronomy and Astrophysics” pubblicherà un articolo che illustra una scoperta riguardante l’atmosfera della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko generata dalla sublimazione del ghiaccio in essa contenuta. L’acqua, ma anche l’anidride carbonica, vengono trasformate in vapore ma grazie allo strumento Alice della sonda spaziale Rosetta dell’ESA è stato possibile scoprire che queste molecole vengono spezzate e che ciò avviene in due fasi.

Foto delle rocce in equilibrio scattata dalla macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta il 16 settembre 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Gli scienziati del team che si occupa della macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA hanno scoperto una curiosa formazione di rocce nella regione chiamata Aker della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Esse sembrano del tipo rocce in equilibrio esistenti in vari luoghi sulla Terra e precisamente si tratta di tre rocce che sembrano avere un contatto molto ridotto con la superficie della cometa.

Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti durante una conferenza stampa del 22 novembre 2014 (Foto ESA–S. Corvaja)

Il programma della rotazione dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale è stato ufficialmente modificato. In seguito all’incidente con la navicella spaziale russa Progress M-27M è stato deciso di rimandare la partenza dei prossimi tre membri perciò i tre della Expedition 42/43, Samantha Cristoforetti, Terry Virts e Anton Shkaplerov rimarranno sulla Stazione almeno fino all’inizio di giugno.

Immagini del filamento solare del 28-29 aprile 2015 catturate dai coronografi della sonda spaziale SOHO (Immagine ESA/NASA/SOHO)

Tra il 28 e il 29 aprile 2015 un’eruzione solare ha prodotto un filamento che si è esteso per una distanza veramente enorme. Il risultato è che le immagini della sonda spaziale SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) che hanno catturato il filamento, per includerlo arrivano a comprendere un’area larga 45 milioni di chilometri.

Il telescopio spaziale Hubble (Foto NASA)

Il 24 aprile 1990 lo Space Shuttle Discovery venne lanciato nella missione STS-31. Nella sua stiva trasportava un carico davvero speciale, il telescopio spaziale Hubble. Il giorno dopo esso venne posizionato nella sua orbita, a poco più di 550 chilometri di altitudine. Il 25 giugno, Hubble inviò le prime immagini, che rivelarono un difetto nello specchio primario che ne riduceva l’utilità. La prima di una serie missioni di servizio trasformò quello che aveva rischiato di diventare un terribile fallimento in un simbolo per scienza e tecnologia che va ben oltre l’astronomia.