ESA

In rosso l'orbita originale in cui erano finiti i due satelliti Galileo, in blu la loro orbita dopo le manovre correttive e in verde l'orbita degli altri quattro satelliti Galileo lanciati in precedenza (Immagine ESA)

Il secondo dei due satelliti della costellazione Galileo lanciati nell’orbita sbagliata il 22 agosto 2014 è stato recuperato. A metà gennaio è stata iniziata una serie di 14 manovre che hanno modificato la sua orbita fino a renderla uguale a quella del suo “gemello” dopo circa sei settimane. Ora questi due satelliti hanno un’orbita speculare, sui lati opposti del pianeta.

Le aurore su Ganimede, colorate in blu, viste dal telescopio spaziale Hubble sovraimpresse su un'immagine della luna di Giove scattata dalla sonda spaziale Galileo (Immagine NASA/ESA)

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per studiare Ganimede, la più grande tra le lune di Giove, e in particolare le sue aurore. Analizzando le loro caratteristiche è stato possibile ottenere i maggiori indizi trovati finora dell’esistenza di un oceano di acqua salata liquida nel sottosuolo di Ganimede. Quest’oceano potrebbe contenere più acqua di quella esistente sulla superficie della Terra.

Montaggio di quattro fotografie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko scattate dalla NAVCAM della sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)

Dopo il volo ravvicinato compiuto alcune settimane fa, la sonda spaziale Rosetta si è allontanata dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e ha potuto osservarne la crescente attività. Alla fine di febbraio, da una distanza tra gli 80 e i 100 km il suo strumento Navigation Camera (NAVCAM) ha scattato varie fotografie che l’ESA ha processato per poter osservare al meglio i getti di vapore e polveri emessi dalla cometa.

Immagine della sonda spaziale SOHO del 20 febbraio 2015 che mostra la cometa C/2015 D1 (SOHO) (Immagine ESA/NASA/SOHO/Hill)

La sonda spaziale SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) ha lo scopo principale di tenere d’occhio il Sole ma quando una cometa passa vicino alla nostra stella è utile anche per tracciarne la traiettoria. La scorsa settimana, SOHO ha individuato una nuova cometa perché passando vicino al Sole è diventata sufficientemente brillante da poter essere rilevata.

Questa cometa è stata chiamata in origine SOHO-2875 perché nel corso di oltre 19 anni di missione in collaborazione tra ESA e NASA questa è la cometa numero 2875 individuata dalla sonda spaziale SOHO. Successivamente chiamata ufficialmente C/2015 D1 (SOHO), essa è sopravvissuta al passaggio ravvicinato con il Sole e potrebbe essere visibile anche dalla Terra nelle prossime settimane.

Foto della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko scattata dalla sonda spaziale Rosetta il 9 febbraio 2015 durante il suo avvicinamento (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)

Sabato scorso la sonda spaziale Rosetta dell’ESA ha effettuato un passaggio ravvicinato a soli 6 chilometri di distanza dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, che sta diventando sempre più attiva perché l’avvicinamento al Sole sta facendo sublimare il ghiaccio d’acqua. Questa manovra rappresenta un momento importante nella missione Rosetta per le analisi possibili ma anche perché dà inizio ad una nuova fase in cui la sonda si allontanerà dalla cometa per il suo passaggio più vicino al Sole nell’agosto 2015.

Il passaggio ravvicinato della sonda spaziale Rosetta è il culmine di una serie di manovre cominciate il 4 febbraio 2015 con l’uscita dall’orbita in cui stava volando, a circa 26 chilometri dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Inizialmente, Rosetta si è allontanata dalla cometa fino ad arrivare a 142 chilometri di distanza per poi avvicinarsi di nuovo per arrivare alla distanza minima il 14 febbraio.