ESO

Blog che parlano delle attività dell’ESO (European Southern Observatory)

Sistemi stellari osservati con SPHERE (Immagine ESO/H. Avenhaus et al./E. Sissa et al./DARTT-S and SHINE collaborations)

Due articoli, uno in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” e uno su “Astronomy & Astrophysics”, descrivono due ricerche su una serie di sistemi stellari. Due team hanno utilizzato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in un caso per studiare i dischi di polvere e gas attorno a varie giovani stelle in sistemi in fase di formazione e nell’altro caso per studiare una coppia di dischi in un sistema con tre stelle.

I resti di supernova 1E 0102.2-7219

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive lo studio di resti dei supernova identificati con la sigla 1E 0102.2-7219 nella Piccola Nube di Magellano. Un team di ricercatori guidato da Frédéric Vogt ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT dell’ESO per osservare un grande anello di gas in quel sistema che si sta espandendo lentamente nelle profondità di altri numerosi filamenti di gas che invece si stanno muovendo rapidamente lasciandosi dietro una stella di neutroni al centro.

Nebulosa di Orione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un nuovo studio della Nebulosa di Orione. Una combinazione di osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA, con il telescopio IRAM da 30 metri e con lo strumento HAWK-I installato sul VLT dell’ESO ha permesso di creare un’immagine unica della Nebulosa di Orione. Si tratta di un’area di spazio in cui ci sono varie nubi molecolari dove concentrazioni di gas danno vita a nuove stelle in processi che possono essere studiati al meglio mettendo assieme i dati raccolti a diverse frequenze elettromagnetiche.

La stella Pi1 Gruis osservata dallo strumento PIONIER

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione diretta della granulazione sulla superficie di una stella al di fuori del Sistema solare. Un team internazionale di Astronomi guidati da Clauda Paladini dell’ESO ha usato lo strumento PIONIER installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per effettuare quell’osservazione sulla stella Pi1 Gruis. È stato possibile osservare i granuli, celle convettive larghe attorno a 120 milioni di chilometri ciascuna, perché la polvere che di solito ostacola questi studi era lontana dalla stella.

La regione del campo ultra-profondo di Hubble vista da MUSE (Immagine ESO/MUSE HUDF collaboration)

Una serie di 10 articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Astronomy & astrophysics” descrive diversi aspetti dell’indagine spettroscopica più profonda di sempre effettuata con lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Un team internazionale composto da molti ricercatori si è concentrato sul campo ultra-profondo (in inglese Hubble Ultra Deep Field, HUDF) del telescopio spaziale Hubble per misurare distanze e proprietà di 1.600 galassie molto fioche delle quali 72 non erano mai state rilevate prima.