ESO

Blog che parlano delle attività dell’ESO (European Southern Observatory)

Rappresentazione artistica di 'Oumuamua (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive le osservazioni effettuate su ‘Oumuamua, com’è stato chiamato l’asteroide interstellare la cui scoperta è stata annunciata solo poche settimane fa. Era stato designato come A/2017 U1 ma dopo la creazione di una nuova classe di oggetti per gli asteroidi interstellari la designazione è stata modificata in 1I/2017 U1. Osservazioni effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO e altri telescopi hanno mostrato che probabilmente è denso, roccioso, di colore rossiccio e con una forma molto allungata.

Concetto artistico dell'esopianeta Ross 128 b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta dell’esopianeta Ross 128 b, che potrebbe essere simile alla Terra con una massa almeno del 35% superiore a quella terrestre. Un team di ricercatori ha usato lo strumento HARPS all’osservatorio La Silla in Cile per scoprire questo pianeta distante circa 11 anni luce dalla Terra. La sua orbita potrebbe essere nella zona abitabile del suo sistema rendendolo il secondo esopianeta più vicino al sistema solare con quelle caratteristiche dopo Proxima b.

Rappresentazione artistica del pianeta NGTS-1b e della sua stella (Immagine University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di un pianeta gigante gassoso del tipo gioviano caldo che orbita attorno alla stella NGTS-1, una nana rossa. Si tratta di una coppia davvero fuori dal normale che contrasta con gli attuali modelli di formazione planetaria. L’esopianeta NGTS-1b è il primo a essere stato scoperto con il nuovo strumento Next Generation Transit Survey (NGTS) installato all’Osservatorio Paranal dell’ESO in Cile.

La galassia NGC 4993 vista da vari telescopi dell'ESO (Immagine VLT/VIMOS. VLT/MUSE, MPG/ESO 2.2-metre telescope/GROND, VISTA/VIRCAM, VST/OmegaCAM)

Ieri ESO e collaborazione LIGO/VIRGO hanno tenuto una conferenza stampa per presentare i risultati di una complessa ricerca che ha portato alla scoperta della fusione di due stelle di neutroni osservata sia nell’emissione di onde elettromagnetiche che di onde gravitazionali. Questi risultati sono stati raccolti in una serie di articoli che sono stati pubblicati o verranno pubblicati sulle riviste “Nature”, “Nature Astronomy”, “Astrophysical Journal Letters” e “Physical Review Letters”.

V766 Cent e la sua compagna (Immagine ESO/M. Wittkowski (ESO))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophisics” descrive uno studio sulla stella V766 Cent, conosciuta anche come HR 5171 A, la più grande ipergigante gialla finora scoperta. Un team di ricercatori ha usato il Very Large Telescope Interferometer (VLTI) dell’ESO per effettuare nuove osservazioni e confrontarle con quelle precedenti. L’osservazione dell’evoluzione di V766 Cent è resa più complicata dal fatto che una compagna le passa davanti.