ESO

18 dei quasar studiati (Immagine ESO/Borisova et al.)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nubi di gas luminoso attorno ai quasar lontani. Un team internazionale di astronomi guidato da un gruppo dell’Istituto ETH (Istituto federale svizzero di tecnologia) di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato lo strumento MUSE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare galassie molto lontane che sono attive, del tipo chiamato quasar, scoprendo che gli aloni di gas che le circondano sono più comuni del previsto.

La parte centrale della Via Lattea (Immagine ESO/VVV Survey/D. Minniti)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta dei resti di un antico ammasso globulare nell’area centrale della Via Lattea. Un team di astronomi guidato da Dante Minniti (Universidad Andrés Bello, Santiago, Chile) e Rodrigo Contreras Ramos (Instituto Milenio de Astrofísica, Santiago, Chile) ha usato osservazioni dell’indagine “Variables in the Via Lactea with VISTA” (VVV) effettuate con il telescopio VISTA dell’ESO per scoprire antiche stelle di tipo RR Lyrae per la prima volta in quell’area.

Galassie ricche di monossido di carbonio indicate in arancione assieme a quelle già viste da Hubble in blu (Immagine B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); NASA/ESA Hubble)

Una serie di articoli che verranno pubblicati sulle riviste “Astrophysical Journal” e “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono varie parti di una ricerca basata sull’osservazione del campo ultra-profondo del telescopio spaziale Hubble utilizzando il radiotelescopio ALMA. Queste osservazioni mostrano che il tasso di formazione stellare nelle galassie giovani è strettamente legato alla loro massa totale sotto forma di stelle.

Concetto artistico della superficie di Proxima b. In alto a destra di Proxima Centauri ci sono Alpha Centauri A e B (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Ieri l’ESO ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che probabilmente è stato scoperto un esopianeta che orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al sistema solare. Un team di astronomi guidato da Guillem Anglada-Escudé, della Queen Mary University di Londra ha trovato quello che è stato chiamato Proxima b, un pianeta un po’ più massiccio della Terra che orbita nella zona abitabile della sua stella.

Rappresentazione artistica della stella V883 Orionis con il suo disco protoplanetario e la neve in esso contenuta (Immagine A. Angelich (NRAO/AUI/NSF)/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione mai effettuata della cosiddetta linea della neve dell’acqua nel sistema V883 Orionis. Utilizzando il radiotelescopio ALMA, un team guidato da Lucas Cieza della Universidad Diego Portales, a Santiago in Cile, ha individuato la distanza dalla stella oltre la quale la temperatura si abbassa a sufficienza perché l’acqua si congeli.