Galassie

L'ammasso globulare Terzan 5 visto dallo strumento MAD del VLT (Immagine ESO/F. Ferraro)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sull’ammasso globulare Terzan 5. Un team internazionale di astronomi guidato da Francesco Ferraro dell’Università di Bologna e associato INAF ha scoperto che le stelle di Terzan 5 sono distinte in due gruppi, uno con un’età di 12 miliardi di anni e uno con un’età attorno ai 4,5 miliardi di anni, più o meno come il Sole. Questa caratteristica unica può aiutare a capire meglio l’evoluzione della Via Lattea.

Concetto artistico della Via Lattea durante la sua attività come quasar (Immagine cortesia Mark A. Garlick/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla Via Lattea che offre una soluzione al problema della massa mancante. Un team di scienziati guidati da Fabrizio Nicastro dell’INAF e ricercatore associato all’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha usato il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per scoprire una sorta di nebbia gassosa che assorbe le emissioni di sorgenti lontane. L’esistenza di tale bolla indica che alcuni milioni di anni fa la Via Lattea era una quasar.

Simulazione della struttura su larga scala dell’Universo (Immagine Nico Hamaus, Universitäts-Sternwarte München, Ohio State University)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca sulla distribuzione della materia nell’universo effettuata in un modo diverso dal solito. Un team internazionale di ricercatori ha studiato i vuoti cosmici come se fossero i negativi fotografici da cui ricavare informazioni sulla materia ordinaria, sulla materia oscura e sull’energia oscura.

L'area attorno alla galassia nana DDO 68 con un possibile satellite viste da LBT (Immagine cortesia Francesca Annibali/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla galassia nana DDO 68. Un team internazionale di ricercatori guidato da Francesca Annibali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha utilizzato il Large Binocular Telescope (LBT) per effettuare le osservazioni che hanno permesso di dimostrare che anche una galassia molto piccola può catturare galassie ancora più piccole.