Galassie

Mappa di lampi gamma con al centro una struttura simile ad un anello della lunghezza di 5 miliardi di anni luce (Immagine cortesia Lajos Balazs)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di quella che sembra la più grande struttura dell’universo. Si tratta di anello di nove lampi gamma, che significa altrettante galassie, per una lunghezza di 5 miliardi di anni luce. Quest’anello, anche se non è proprio un cerchio, sembra contraddire i modelli attuali e in particolare il principio cosmologico, l’idea che la distribuzione della materia nell’universo sia uniforme a una scala abbastanza grande.

Rappresentazione artistica della galassia CR7 (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta di una galassia chiamata CR7 vista com’era all’epoca dell’universo primordiale in cui sono state trovate stelle di prima generazione. Questa ricerca è stata effettuata usando soprattutto il Very Large Telescope dell’ESO ma sono stati usati anche dati raccolti dal W. M. Keck Observatory, dal Subaru Telescope e dal telescopio spaziale Hubble.

Galassie contenenti quasar osservate dal telescopio spaziale Hubble: nella fila superiore il quasar è visibile, in quella inferiore la sua luce è stata sottratta (Immagine NASA/ESA)

Un articolo sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui quasar condotta usando il telescopio spaziale Hubble. Questi oggetti incredibilmente brillanti sono stati osservati nella fase di formazione, quand’erano in un certo senso adolescenti. Le osservazioni confermano l’ipotesi che i quasar sono generati da collisioni galattiche che alimentano il buco nero supermassiccio al loro centro.

Il gruppo di galassie NGC 5813 visto dall'osservatorio per i raggi X Chandra (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS)

Un articolo sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul gruppo di NGC 5813 effettuata usando l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA. In questo gruppo di galassie sono state scoperte multiple eruzioni originate dal buco nero supermassiccio al centro della galassia che dà il nome al gruppo. Quest’attività è avvenuta nel corso di circa 50 milioni di anni e ha modificato l’aspetto del gruppo, creando varie cavità, enormi bolle all’interno della nube di gas caldi che lo avvolge.

Immagini della galassia SDP.81. A sinistra un'immagine del telescopio spaziale Hubble, al centro vista come anello di Einstein e a destra vista dopo l'elaborazione che correbbe l'effetto di lente gravitazionale (Immagine ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)/Y. Tamura (The University of Tokyo)/Mark Swinbank (Durham University))

Il telescopio ALMA, (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO in Cile ha permesso di scattare le più dettagliate immagini mai ottenute di una galassia chiamata HATLAS J090311.6+003906 oppure SDP.81. Essa dista circa 11,4 miliardi di anni luce dalla Terra e la sua luce viene distorta dal fenomeno chiamato lente gravitazionale. Una galassia tra essa e la Terra distorce la sua luce con la sua enorme gravità e la conseguenza è che noi vediamo un anello quasi perfetto, chiamato anello di Einstein.