Galassie

Area attorno al nucleo galattico (Immagine cortesia Alex Mellinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di una nuova famiglia di stelle al centro della Via Lattea insolitamente ricche di azoto. Un team di astronomi della Liverpool John Moores University (LJMU) ha effettuato questa scoperta lavorando al progetto APOGEE (the Apache Point Observatory Galactic Evolution Experiment), che ha lo scopo di raccogliere dati agli infrarossi di centinaia di migliaia di stelle nella Via Lattea.

La galassia IC 2163 (immagine M. Kaufman; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); NASA/ESA Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla forma che ricorda un occhio assunta dalla galassia IC 2163 in seguito a uno scontro con un’altra galassia chiamata NGC 2207. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Michele Kaufman ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare questa sorta di tsunami di stelle e gas che ha assunto una forma molto rara tra le galassie conosciute.

Illustrazione artistica dell'incontro che ha generato B3 1715+425 (Immagine Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta dei resti di una galassia di cui è rimasto solo un piccolo nucleo dopo il passaggio attraverso una galassia più grande. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio VLBA per trovare questo oggetto unico catalogato come B3 1715+425 con un diametro che ora è di soli 3.000 anni luce e un buco nero supermassiccio al suo centro.

18 dei quasar studiati (Immagine ESO/Borisova et al.)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nubi di gas luminoso attorno ai quasar lontani. Un team internazionale di astronomi guidato da un gruppo dell’Istituto ETH (Istituto federale svizzero di tecnologia) di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato lo strumento MUSE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare galassie molto lontane che sono attive, del tipo chiamato quasar, scoprendo che gli aloni di gas che le circondano sono più comuni del previsto.

La mappa globale prodotta dall'indagine HI4PI (Immagine cortesia Benjamin Winkel, Max Planck Institute, and the HI4PI collaboration.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la creazione di una mappa dell’idrogeno atomico neutro nella Via Lattea. Un team internazionale di scienziati ha messo assieme dati raccolti da due dei più grandi radiotelescopi movimentabili del mondo, quello da 100 metri del Max-Planck Institute in Germania e il Parkes da 64 metri del CSIRO in Australia.