Galassie

NGC 4861 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un team di ricercatori ha proposto una spiegazione per lo strano aspetto della galassia NGC 4861, che ha proprietà di una galassia a spirale barrata ma come aspetto sembra più una galassia nana irregolare. È possibile che sia in atto la produzione di getti di particelle cariche durante una fase di formazione stellare con la generazione di venti galattici che spiegano la strana forma di NGC 4861, simile a una cometa.

La quasar HE0435-1223 con quattro immagini creati dalal lente gravitazionale (Immagine ESA/Hubble, NASA, Suyu et al.)

Una serie di articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive vari aspetti di un nuovo calcolo della costante di Hubble, il valore che indica il tasso di espansione dell’universo. Un team della collaborazione H0LiCOW hanno utilizzato il telescopio spaziale Hubble e altri telescopi per misurare la costante di Hubble sfruttando l’effetto di lente gravitazionale di 5 galassie.

Gruppo di galassie nane (Immagine cortesia Sloan Digital Sky Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta di sette gruppi di galassie nane che mostrano le condizioni adatte a cominciare processi di fusione che le porterà a formare galassie come la Via Lattea. Un team di ricercatori guidati da Sabrina Stierwalt del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) ha identificato i sette gruppi partendo dai dati dell’indagine TiNy Titans (TNT) per poi compiere studi specifici.

La galassia RX J1140.1+0307 (Foto ESA/Hubble & NASA. Acknowledgement: Judy Schmidt)

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia RX J1140.1+0307 e apparentemente si tratta di una galassia a spirale come ce ne sono davvero tante, inclusa la Via Lattea. Tuttavia, normalmente queste galassie hanno al loro centro un buco nero supermassiccio, invece RX J1140.1+0307 ne ha uno più piccolo, un buco nero di massa intermedia. Si tratta di un’anomalia alla quale gli astronomi stanno cercando una spiegazione.

NGC 1448 in un'immagine che combina dati ottici dall'indagine Carnegie-Irvine Galaxy e ai raggi X da NuSTAR (Immagine NASA/JPL-Caltech/Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Al meeting dell’American Astronomical Society sono stati presentati i risultati dello studio delle galassie NGC 1448 e IC 3639 che ha portato all’identificazione dei buchi neri supermassicci al loro centro. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per rilevare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti da essi e vedere oltre le polveri e gas che nascondevano quelle aree.