Galassie

Galassie ricche di monossido di carbonio indicate in arancione assieme a quelle già viste da Hubble in blu (Immagine B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); NASA/ESA Hubble)

Una serie di articoli che verranno pubblicati sulle riviste “Astrophysical Journal” e “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono varie parti di una ricerca basata sull’osservazione del campo ultra-profondo del telescopio spaziale Hubble utilizzando il radiotelescopio ALMA. Queste osservazioni mostrano che il tasso di formazione stellare nelle galassie giovani è strettamente legato alla loro massa totale sotto forma di stelle.

L'ammasso globulare Terzan 5 visto dallo strumento MAD del VLT (Immagine ESO/F. Ferraro)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sull’ammasso globulare Terzan 5. Un team internazionale di astronomi guidato da Francesco Ferraro dell’Università di Bologna e associato INAF ha scoperto che le stelle di Terzan 5 sono distinte in due gruppi, uno con un’età di 12 miliardi di anni e uno con un’età attorno ai 4,5 miliardi di anni, più o meno come il Sole. Questa caratteristica unica può aiutare a capire meglio l’evoluzione della Via Lattea.

Concetto artistico della Via Lattea durante la sua attività come quasar (Immagine cortesia Mark A. Garlick/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla Via Lattea che offre una soluzione al problema della massa mancante. Un team di scienziati guidati da Fabrizio Nicastro dell’INAF e ricercatore associato all’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha usato il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per scoprire una sorta di nebbia gassosa che assorbe le emissioni di sorgenti lontane. L’esistenza di tale bolla indica che alcuni milioni di anni fa la Via Lattea era una quasar.

Simulazione della struttura su larga scala dell’Universo (Immagine Nico Hamaus, Universitäts-Sternwarte München, Ohio State University)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca sulla distribuzione della materia nell’universo effettuata in un modo diverso dal solito. Un team internazionale di ricercatori ha studiato i vuoti cosmici come se fossero i negativi fotografici da cui ricavare informazioni sulla materia ordinaria, sulla materia oscura e sull’energia oscura.