Galassie

Il satellite Astro-E2, poi diventate Suzaku, durante la fase di test (Foto NASA)

Nei giorni scorsi, l’osservatorio spaziale giapponese Suzaku è stato disattivato. Il 26 agosto 2015 la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, aveva comunicato la decisione di terminare la missione di questo satellite specializzato nell’astronomia per i raggi X. Le comunicazioni tra il centro controllo missione e Suzaku erano diventate intermittenti dal 1 giugno 2015 e la JAXA, dopo aver tentato di ripristinarle, ha deciso di iniziare le procedure di disattivazione.

Le Nubi di Magellano e un filamento interstellare visti dal satellite Planck Surveyor (Immagine ESA and the Planck Collaboration)

L’ESA ha rilasciato un’immagine creata usando i dati del satellite Planck Surveyor che offre un ritratto davvero speciale di un filamento interstellare e delle Nubi di Magellano. Si tratta di due galassie nane che fanno parte del vicinato della Via Lattea e Planck ha rilevato la polvere tra le stelle al loro interno nel corso della sua missione. Lo scopo principale di questo satellite era di studiare la radiazione cosmica di fondo, in inglese cosmic microwave background radiation (CMB o CMBR), ma i dati raccolti sono utili anche per mappare polveri e campi magnetici delle galassie.

Composizione a varie lunghezze d'onda dell'immagine dell'ammasso galattico Abell 1033 e dell'area circostante (Immagine NASA/CXC/Univ of Hamburg/F. de Gasperin et al; Optical: SDSS; Radio: NRAO/VLA)

Un articolo sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sull’ammasso galattico Abell 1033. Combinando dati raccolti dall’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA, dal Westerbork Synthesis Radio Telescope nei Paesi Bassi, dal Very Large Array (VLA) e quelli dell’investigazione Sloan Digital Sky Survey (SDSS), un team di astronomi ha ricostruito la storia di una nube di elettroni al centro dell’ammasso. Essa si è riaccesa dopo una collisione cosmica e per questo è stata paragonata alla mitica fenice.

Vista ai raggi X dell'area centrale della Via Lattea (Immagine ESA/XMM-Newton/G. Ponti et al. 2015)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla regione centrale della Via Lattea. Utilizzando l’osservatorio spaziale per i raggi X XMM-Newton dell’ESA, un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) guidato dal dottor Gabriele Ponti ha rivelato i processi più intensi in corso al centro della galassia.

Fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble (Foto ESA/Hubble and NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Una fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra la struttura distorta e incurvata. Assieme alle tracce di una notevole quantità di stelle in fase di formazione, è il segno della fusione tra due galassie. Per questo motivo, il suo aspetto potrebbe darci un’idea di cosa succederà fra alcuni miliardi di anni alla Via Lattea nella sua fusione con Andromeda.