Galassie

L'area attorno alla galassia nana DDO 68 con un possibile satellite viste da LBT (Immagine cortesia Francesca Annibali/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla galassia nana DDO 68. Un team internazionale di ricercatori guidato da Francesca Annibali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha utilizzato il Large Binocular Telescope (LBT) per effettuare le osservazioni che hanno permesso di dimostrare che anche una galassia molto piccola può catturare galassie ancora più piccole.

Insieme di galassie contenenti buchi neri supermassicci le cui emissioni di raggi X sono state identificate (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui cosiddetti raggi X cosmici di fondo (in inglese Cosmic X-ray Background, CXB). Un team di ricercatori guidato da Fiona Harrison del Caltech di Pasadena ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per distinguere una buona parte delle emissioni di raggi X provenienti da buchi neri supermassicci.

Rappresentazione artistica dell'alone di gas che circonda la Via Lattea e le Nubi di Magellano (Immagine NASA/CXC/M.Weiss/Ohio State/A Gupta et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sull’enorme alone di gas che circonda la Via Lattea. Un gruppo di astronomi dell’Università del Michigan ha utilizzato dati degli archivi del telescopio XMM-Newton dell’ESA per scoprire che l’alone ruota nella stessa direzione della galassia e a una velocità paragonabile con il suo disco. Questa scoperta può aiutare a capire meglio la formazione delle galassie e dei sistemi solari al loro interno.

Immagine delle galassie viste da MeerKAT con alcune nei dettagli nei riquadri (Immagine cortesia SKA Africa. Tutti i diritti riservati)

Il radiotelescopio MeerKAT è stato attivato e sono state rilasciate le prime immagini delle osservazioni. La sensibilità di MeerKAT è stata subito dimostrata perché nell’area osservata erano conosciute 70 galassie ma ne sono state rilevate oltre 1300. Si tratta di un grande risultato per uno dei precursori del progetto SKA, il radiotelescopio di prossima generazione la cui attivazione è prevista per il 2020.

Sullo sfondo un'immagine del telescopio spaziale Hubble. In rosso il gas rilevato da ALMA (Immagine B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)/G. Tremblay et al./NASA/ESA Hubble/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive l’osservazione di un diluvio intergalattico di gas che da grosse nubi stanno cadendo verso il buco nero supermassiccio al centro di una galassia dell’ammasso Abell 2597. Utilizzando il radiotelescopio ALMA un team di astronomi guidato da Grant Tremblay dell’Università di Yale ha scoperto la prima prova che questi enormi buchi neri possono rimpinzarsi di gas grazie a piogge caotiche e grumose di nubi giganti di gas molecolare freddissimo.