Galassie

La galassia di Andromeda con il segnale della pulsar nel riquadro (Immagine Andromeda: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/J. Fritz, U. Gent/XMM-Newton/EPIC/W. Pietsch, MPE; data: P. Esposito et al (2016))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta della prima pulsar nella galassia di Andromeda. Un team guidato da Paolo Esposito dell’INAF-Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmic ha trovato quest’oggetto elusivo usando gli archivi delle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA.

Mappa di superammassi galattici e di vuoti cosmici attorno alla Via Lattea (Immagine Richard Powell)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di quella che è stata chiamata la Grande Muraglia BOSS, un superammasso di galassie lungo oltre un miliardo di anni luce e distante tra 4,5 e 6,4 miliardi di anni luce dalla Terra. Con una massa stimata in 10.000 volte quella della Via Lattea, è il superammasso più grande finora scoperto.

Fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble con la galassia GN-z11 nel riquadro (Immagine NASA, ESA, and P. Oesch (Yale University))

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più lontana osservata finora. Chiamata GN-z11, è lontana circa 13,4 miliardi di anni luce dalla Terra e ciò significa che la luce che stiamo vedendo è stata emessa quando l’universo aveva quasi 400 milioni di anni. Una team internazionale di astronomi ha spinto il telescopio spaziale Hubble ai limiti delle sue possibilità per ottenere questo risultato.

Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione almeno parziale per il fenomeno cosmico chiamato Grande Attrattore. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri per effettuare osservazioni attraverso la zona d’ombra galattica, un’area di spazio schermata dalla Via Lattea stessa con le sue stelle e le nubi di polvere. In questo modo i ricercatori hanno scoperto centinaia di galassie finora sconosciute, un progresso nella spiegazione dell’anomalia gravitazionale.

La galassia NGC 1487 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA / Judy Schmidt)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una galassia davvero peculiare chiamata NGC 1487. L’hanno definita un evento piuttosto che un oggetto celeste perché è il risultato di una fusione tra due ma forse anche più galassie che hanno formato qualcosa di molto diverso. Gli astronomi non sono in grado di dire quante galassie siano state coinvolte nel fenomeno né che aspetto avessero. Questa fusione ha probabilmente causato la nascita di molte nuove stelle giganti.