Galassie

Fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble con la galassia GN-z11 nel riquadro (Immagine NASA, ESA, and P. Oesch (Yale University))

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più lontana osservata finora. Chiamata GN-z11, è lontana circa 13,4 miliardi di anni luce dalla Terra e ciò significa che la luce che stiamo vedendo è stata emessa quando l’universo aveva quasi 400 milioni di anni. Una team internazionale di astronomi ha spinto il telescopio spaziale Hubble ai limiti delle sue possibilità per ottenere questo risultato.

Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione almeno parziale per il fenomeno cosmico chiamato Grande Attrattore. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri per effettuare osservazioni attraverso la zona d’ombra galattica, un’area di spazio schermata dalla Via Lattea stessa con le sue stelle e le nubi di polvere. In questo modo i ricercatori hanno scoperto centinaia di galassie finora sconosciute, un progresso nella spiegazione dell’anomalia gravitazionale.

La galassia NGC 1487 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA / Judy Schmidt)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una galassia davvero peculiare chiamata NGC 1487. L’hanno definita un evento piuttosto che un oggetto celeste perché è il risultato di una fusione tra due ma forse anche più galassie che hanno formato qualcosa di molto diverso. Gli astronomi non sono in grado di dire quante galassie siano state coinvolte nel fenomeno né che aspetto avessero. Questa fusione ha probabilmente causato la nascita di molte nuove stelle giganti.

Diagramma della traiettoria della Nube di Smith (Immagine NASA/ESA/A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla cosiddetta “Nube di Smith” (in inglese “Smith Cloud” o “Smith’s Cloud”). Si tratta di una gigantesca nube di idrogeno che al momento è all’esterno della Via Lattea ma si sta dirigendo verso la nostra galassia a circa 1.100.000 km/h. Osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble suggeriscono che sia stata espulsa dalla Via Lattea circa 70 milioni di anni fa e ora vi stia ritornando.

La galassia nana IC 1613 fotografata dalla macchina fotografica OmegaCAM del VST (Immagine ESO)

La macchina fotografica OmegaCAM montata sul VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO è stata utilizzata per scattare una fotografia della galassia nana IC 1613. Essa ha la particolarità di essere davvero pulita, nel senso che contiene pochissima polvere mentre la maggior parte delle galassie contiene nubi di polveri o ne è addirittura piena. Il bassissimo contenuto di polvere di IC 1613 permette agli astronomi di osservare il suo interno ed è quindi un eccellente obiettivo per gli studi astronomici e astrofisici.