Galassie

Vista ai raggi X dell'area centrale della Via Lattea (Immagine ESA/XMM-Newton/G. Ponti et al. 2015)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla regione centrale della Via Lattea. Utilizzando l’osservatorio spaziale per i raggi X XMM-Newton dell’ESA, un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) guidato dal dottor Gabriele Ponti ha rivelato i processi più intensi in corso al centro della galassia.

Fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble (Foto ESA/Hubble and NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Una fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra la struttura distorta e incurvata. Assieme alle tracce di una notevole quantità di stelle in fase di formazione, è il segno della fusione tra due galassie. Per questo motivo, il suo aspetto potrebbe darci un’idea di cosa succederà fra alcuni miliardi di anni alla Via Lattea nella sua fusione con Andromeda.

L'aspetto di una galassia a varie lunghezze d'onda nell'indagine GAMA (Immagine ICRAR/GAMA

Un team internazionale di astronomi ha esaminato i dati relativi a oltre 200.000 galassie a diverse lunghezze d’onda elettromagnetiche. La conclusione è che in una sezione dell’universo l’energia prodotta oggi è circa la metà rispetto a due miliardi di anni fa. In sostanza, l’universo si sta spegnendo ma in realtà non c’è da preoccuparsi perché si tratta di un processo estremamente lento. Questa ricerca è stata presentata alla XXIX Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale e verrà pubblicata sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”.

Mappa di lampi gamma con al centro una struttura simile ad un anello della lunghezza di 5 miliardi di anni luce (Immagine cortesia Lajos Balazs)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di quella che sembra la più grande struttura dell’universo. Si tratta di anello di nove lampi gamma, che significa altrettante galassie, per una lunghezza di 5 miliardi di anni luce. Quest’anello, anche se non è proprio un cerchio, sembra contraddire i modelli attuali e in particolare il principio cosmologico, l’idea che la distribuzione della materia nell’universo sia uniforme a una scala abbastanza grande.

Rappresentazione artistica della galassia CR7 (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta di una galassia chiamata CR7 vista com’era all’epoca dell’universo primordiale in cui sono state trovate stelle di prima generazione. Questa ricerca è stata effettuata usando soprattutto il Very Large Telescope dell’ESO ma sono stati usati anche dati raccolti dal W. M. Keck Observatory, dal Subaru Telescope e dal telescopio spaziale Hubble.