JAXA

La Stazione Spaziale Internazionale fotografata da un membro dell'equipaggio dello Space Shuttle Atlantis il 23 maggio 2010 (Foto NASA)

Il 2 novembre 2000 i primi tre membri dell’equipaggio raggiunsero la Stazione Spaziale Internazionale per iniziare i lavori in quello che allora era il nuovo avamposto dell’umanità. Con quell’atto, l’astronauta americano Bill Shepherd e i cosmonauti russi Yuri Gidzenko e Sergei Krikalev vi stabilirono una presenza umana ininterrotta. Nel corso degli anni, la Stazione è stata espansa fino ad assumere la configurazione attuale sviluppando possibilità sempre più ampie di compiere ricerche che hanno portato e porteranno vari sviluppi tecnologici e scientifici.

Il satellite Astro-E2, poi diventate Suzaku, durante la fase di test (Foto NASA)

Nei giorni scorsi, l’osservatorio spaziale giapponese Suzaku è stato disattivato. Il 26 agosto 2015 la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, aveva comunicato la decisione di terminare la missione di questo satellite specializzato nell’astronomia per i raggi X. Le comunicazioni tra il centro controllo missione e Suzaku erano diventate intermittenti dal 1 giugno 2015 e la JAXA, dopo aver tentato di ripristinarle, ha deciso di iniziare le procedure di disattivazione.

La navicella spaziale HTV-5 Kounotori catturata dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-5 “Kounotori” è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale, comandato da Kimiya Yui con l’assistenza di Kjell Lindgren. Il cargo spaziale giapponese, decollato mercoledi scorso, trasporta cibo, acqua, esperimenti scientifici, propellente e hardware vario. Dopo la cattura, Ci vorrà un po’ prima che cominci lo spostamento della HTV-5 verso il punto d’attracco al modulo Harmony.

La navicella spaziale HTV-5 Kounotori al decollo su un razzo vettore H-II (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-5 è partita su un razzo vettore H-II dal centro spaziale di Tanegashima per una missione di rifornimento per la Stazione Spaziale. Circa quindici minuti dopo il lancio, il cargo spaziale si è separato regolarmente dall’ultimo stadio del razzo, è entrato nell’orbita preliminare e ha dispiegato i pannelli solari e le antenne di navigazione.

Kjell Lindgren, Oleg Kononenko e Kimiya Yui durante una conferenza stampa (Foto NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz TMA-17M è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dopo quasi esattamente sei ore ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Kjell Lindgren, Oleg Kononenko e e Kimiya Yui. La Soyuz ha utilizzato la traiettoria veloce usata normalmente. C’è stato qualche piccolo problema perché uno dei panneli solari della navicella non si è dispiegato e dopo l’arrivo ci è voluto più tempo del previsto per equilibrare la pressione dell’aria con la Stazione ma alla fine tutto è andato bene.