Lune

Uno spaccato di Encelado che illustra in maniera artistica le attività idrotermali del sottosuolo (Immagine NASA/JPL)

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” illustra una ricerca basata sulle rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Cassini della NASA. Tra le tante informazioni fornite da quella missione c’è anche la prova che su Encelado, una delle lune di Saturno, ci sono segni della presenza di sorgenti idrotermali. Ciò significa che ci sono acque riscaldate da energia geotermica analoghe a quelle esistenti sulla Terra, dove abbonda la presenza di vari microrganismi, in particolare quelli conosciuti come estremofili.

Confronto tra la mappa radar originale di Ligeia Mare su Titano e quella processata con la tecnica del despeckling (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASI)

Dal luglio 2014, la sonda spaziale Cassini della NASA sta compiendo la sua missione studiando Saturno e le sue lune, tra le quali Titano. Lo strumento SAR (Synthetic Aperture Radar) ha permesso di mappare quasi metà della superficie di questo satellite permettendoci di conoscere le sue caratteristiche geologiche come mai prima. Ora queste rilevazioni possono offrirci ancor più dettagli grazie a una nuova tecnica che ne migliora la qualità.

Le immagini create grazie al radar SAR della sonda spaziale Cassini sono “sgranate”, come fotografie di qualità limitata. Gli scienziati devono sforzarsi per interpretare gli elementi geologici più piccoli o identificare cambiamenti in immagini della stessa area prese in momenti diversi. La nuova tecnica chiamata despeckling dai suoi sviluppatori sta permettendo di migliorare la situazione.