Lune

Particolari degli anelli di Saturno (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono state presentate alcune delle ultime scoperte riguardanti il pianeta Saturno e i suoi anelli effettuate grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini prima di disintegrarsi nell’atmosfera del pianeta il 15 settembre. Alcuni di 1uesti risultati sono stati pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Le ultime foto degli anelli di Saturno scattate dalla sonda spaziale Cassini (Immagine NASA/JPL)

La NASA ha confermato di aver perso i contatti con la sonda spaziale Cassini, che fino all’ultimo stava inviando informazioni mentre scendeva nell’atmosfera del pianeta Saturno e andava verso la sua distruzione. È la fine della missione Cassini-Huygens, una collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), una delle più straordinarie missioni spaziali della storia.

Ingrandimento della ruggine di Rusty Rock (Foto NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca sulla presenza d’acqua sulla Luna. Un team guidato dal geochimico James M. D. Day dell’Università della California a San Diego ha esaminato quantità e composizioni degli isotopi di zinco, cloro e piombo in una pietra lunare concludendo che l’acqua e altri composti volatili evaporarono molto presto nel corso della storia della Luna. Ciò contraddice una ricerca pubblicata solo alcune settimane fa in cui si sostiene che antichi depositi vulcanici lunari contengono grandi quantità di acqua.

Titano e una molecola di cianuro di vinile (Immagine B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive la rilevazione di molecole di cianuro di vinile su Titano, una delle lune del pianeta Saturno. Utilizzando dati dell’archivio delle osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA tra il febbraio e il marzo 2014, un team di ricercatori ha trovato le prove della presenza di quelle molecole in quantità significativa. L’importanza della scoperta è dovuta al fatto che si tratta di una sostanza considerata tra le migliori candidate per la formazione di membrane e vescicole analoghe a quelle delle cellule degli organismi terrestri.

Concetto artistico di pianeta gigante gassoso con una luna abitabile (Immagine cortesia Andy McLatchie)

Un articolo inviato ad arXiv, il celeberrimo archivio delle bozze definitive (preprint) di articoli scientifici, descrive la scoperta di una candidata esoluna. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha condotto una ricerca di lune orbitanti attorno a esopianeti osservati dal telescopio spaziale Kepler della NASA trovando la candidata chiamata Kepler-1625b I. Generalmente i risultati delle ricerche vengono pubblicati su una rivista scientifica alla fine del lavoro ma le voci si sono diffuse convincendo i ricercatori a inviare un articolo almeno su arXiv.