Lune

Due diversi articoli, uno in fase di pubblicazione sulla rivista “Icarus” e uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, descrivono diversi aspetti di uno studio che offre un nuovo modello per descrivere gli effetti di marea che potrebbero causare fratture sulla superficie di lune ghiacciate. Secondo un team dell’Università di Rochester guidato da Alice Quillen gli effetti mareali di un incontro ravvicinato potrebbero spiegare fratture molto estese.

la superficie di Europa con la crosta ghiacciata piena di fratture (Foto NASA/JPL-Caltech/SETI Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle caratteristiche chimiche esistenti nell’oceano sotterraneo di Europa, una delle grandi lune del pianeta Giove. Un team di scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha paragonato il potenziale relativo alla produzione di idrogeno e ossigeno con quello della Terra concludendo che sono paragonabili.

Il pianeta nano Makemake visto dal telescopio spaziale Hubble con la sua luna indicata dalla freccia (Immagine NASA, ESA, and A. Parker and M. Buie (SwRI))

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell’aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble.

L'enorme discontinuità a Y sulla superficie di Encelado (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Una fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini mostra un enorme sistema di fratture che hanno una forma simile a una lettera Y sulla superficie Encelado, la luna di Saturno diventata negli ultimi anni uno dei più interessanti oggetti di studi astronomici. Chiamati “discontinuità a Y”, questi elementi della superficie ghiacciata di Encelado sono probabilmente relativamente giovani rivelando l’attività geologica esistente su questa luna.

Mappa di Titano con il cratere Sinlap nel riquadro osservati a diverse lunghezze d'onda (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/LPGNantes)

Alla 47^ Lunar and Planetary Science Conference tenuta la scorsa settimana a The Woodlands, in Texas, sono state presentate le ultime novità riguardanti le montagne di Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. La NASA ha anche presentato i progressi fatti nella creazione di mappe di questa luna, un lavoro che deve superare varie difficoltà. Tutti questi lavori sono basati sui dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini.