Lune

Caronte, Notte e Idra (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato un’analisi comparativa delle rilevazioni spettrali di tre lune del pianeta nano Plutone che provano che in particolare Notte (Nyx) ma anche Idra (Hydra) hanno una superficie coperta di ghiaccio d’acqua. Lo strumento LEISA della sonda spaziale New Horizons ha effettuato le rilevazioni nel corso del passaggio ravvicinato del 14 luglio 2015. Purtroppo la posizione delle altre due piccole lune, Stige (Styx) e Cerbero (Kerberos) in quelle ore non hanno permesso rilevazioni spettrali.

Possibile scenario dell'impatto che creò la Luna (a) e del successivo arrivo dell'acqua (b) (Immagine Jessica J. Barnes et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca sull’acqua presente sulla Luna concludendo che è stata portata soprattutto da asteroidi che l’hanno colpita tra 4,5 e 4,3 miliardi di anni fa. Finora gli scienziati in genere pensavano che l’acqua fosse stata trasportata dalle comete ma secondo il team internazionale guidato da Jessica Barnes della Open University inglese le cose stanno diversamente.

Due diversi articoli, uno in fase di pubblicazione sulla rivista “Icarus” e uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, descrivono diversi aspetti di uno studio che offre un nuovo modello per descrivere gli effetti di marea che potrebbero causare fratture sulla superficie di lune ghiacciate. Secondo un team dell’Università di Rochester guidato da Alice Quillen gli effetti mareali di un incontro ravvicinato potrebbero spiegare fratture molto estese.

la superficie di Europa con la crosta ghiacciata piena di fratture (Foto NASA/JPL-Caltech/SETI Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle caratteristiche chimiche esistenti nell’oceano sotterraneo di Europa, una delle grandi lune del pianeta Giove. Un team di scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha paragonato il potenziale relativo alla produzione di idrogeno e ossigeno con quello della Terra concludendo che sono paragonabili.

Il pianeta nano Makemake visto dal telescopio spaziale Hubble con la sua luna indicata dalla freccia (Immagine NASA, ESA, and A. Parker and M. Buie (SwRI))

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell’aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble.