Materia oscura

La galassia NGC 1052-DF2 (NASA, ESA, and P. van Dokkum (Yale University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla galassia ultra diffusa NGC 1052-DF2. Un team di ricercatori guidati da Pieter van Dokkum della Yale University, ha utilizzato una serie di telescopi per osservare la composizione di questa galassia concludendo che essa contiene una quantità molto bassa di materia oscura. Gli effetti gravitazionali rilevati nelle galassie mostrano che generalmente esse contengono una quantità di materia oscura molto superiore a quella della materia ordinaria ma NGC 1052-DF2 rappresenta un’eccezione e quindi va studiata accuratamente.

Schema di onde radio (Immagine cortesia Prof. Rennan Barkana)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle possibili prove dell’esistenza della materia oscura. Il professor Rennan Barkana dell’Università di Tel Aviv ha usato i dati raccolti dal team del professor Judd Bowman, che ha rilevato quelle che potrebbero essere le tracce delle prime stelle nate nell’universo. Quelle rilevazioni mostrano anche quelle che sono state intrpretate come prove di un’interazione tra materia oscura e materia barionica, quella detta anche ordinaria.

Centaurus A e le sue galassie nane satelliti (Immagine Christian Wolf and the SkyMapper team / Australian National University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che mostra quella che sembra una discrepanza tra le osservazioni di un gruppo di galassie e i correnti modelli relativi alla materia oscura. Un team di astronomi ha appurato che 14 delle 16 galassie nane satelliti della galassia Centaurus A seguono uno schema comune di movimento e sono disposte su un piano invece di muoversi in modo caotico con una disposizione casuale attorno alla galassia centrale.

El Gordo (Immagine ESA/Hubble & NASA, RELICS)

Una fotografia dell’ammasso galattico ACT-CL J0102-4915 catturata dal telescopio spaziale Hubble fornisce una piccola idea della vastità di quest’insieme di galassie che ha una massa complessiva stimata in 3 milioni di miliardi di volte quella del Sole. Per questo motivo è stato soprannominato “El Gordo”, che in spagnolo significa “il ciccione”. Emette raggi X in modo intenso e questo è un altro motivo di interesse per gli astronomi che ha portato a osservarlo scoprendo che in realtà è formato da due ammassi galattici più piccoli (o meno enormi…) che si sono scontrati.

Una piccola parte della Galassia Nana dello Scultore (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la ricostruzione dei movimenti tridimensionali di dieci stelle nella Galassia Nana dello Scultore scelte all’interno di un campione più ampio di oltre cento stelle tra quelle con gli errori di misurazione più piccoli. Un team di ricercatori ha usato rilevazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble nel 2002 e successive rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA tra il 2014 e 2015 per effettuare questa ricostruzione che conferma il modello della materia oscura “fredda”.