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NGC 1448 in un'immagine che combina dati ottici dall'indagine Carnegie-Irvine Galaxy e ai raggi X da NuSTAR (Immagine NASA/JPL-Caltech/Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Al meeting dell’American Astronomical Society sono stati presentati i risultati dello studio delle galassie NGC 1448 e IC 3639 che ha portato all’identificazione dei buchi neri supermassicci al loro centro. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per rilevare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti da essi e vedere oltre le polveri e gas che nascondevano quelle aree.

Concetto artistico di pulsar (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca, presentata anche nei giorni scorsi al meeting della American Astronomical Society, sulla pulsar conosciuta come PSR J1119-6127. Scoperta oltre 16 anni fa, recentemente ha manifestato comportamenti tipici di una magnetar, un diverso tipo di stella di neutroni. Questa stranezza potrebbe aiutare a comprendere il legame tra pulsar e magnetar e l’evoluzione delle stelle di neutroni.

Vista in prospettiva dell'area vicina al bacino Rembrandt confrontata con una foto (Immagine NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington/DLR/Smithsonian Institution.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive la scoperta di una grande vallata sul pianeta Mercurio. Un team di scienziati guidati da Thomas R. Watters del Center for Earth and Planetary Studies allo Smithsonian’s National Air and Space Museum di Washington, D.C. ha usato le mappe topografiche create grazie alla sonda spaziale MESSENGER della NASA per scoprirla. Viene ritenuto un indizio della contrazione del pianeta.

La navicella spaziale Soyuz MS-03 al decollo su un razzo Soyuz (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Soyuz MS-03 è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo Peggy Whitson, Oleg Novitskiy e Thomas Pesquet da trasportare fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta della terza navicella Soyuz della nuova versione ed è stata lanciata ancora una volta nella rotta che impiegherà due giorni per arrivare invece della rotta veloce da sei ore per continuare a testare i nuovi sistemi di bordo.