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La home page del sito del Center for NEO Studies (CNEOS)

La NASA ha attivato il Planetary Defense Coordination Office (PDCO), il suo programma per la rilevazione e la tracciatura degli oggetti spaziali che appartengono alla categoria NEO (Near-Earth Object), cioè il tipo la cui orbita si avvicina a quella della Terra. Quest’ufficio fa parte della Planetary Science Division dell’agenzia, avrà il compito di coordinare tutti i progetti relativi ad asteroidi e comete di tipo NEO e avrà un ruolo di primo piano nel coordinamento degli sforzi con altre agenzie e governi riguardanti potenziali minacce di impatti.

Mappa del cielo ai raggi gamma basata sul nuovo catalogo (Immagine NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)

Al 227° meeting della American Astronomical Society a Kissimmee, Florida sono stati presentati gli importanti miglioramenti che la NASA ha ottenuto alle prestazioni del suo telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi. I dati raccolti dallo strumento Large Area Telescope (LAT) sono stati analizzati nuovamente in quello che è stato chiamato Pass 8 con un nuovo software. Ciò ha permesso di scoprire nuove sorgenti di raggi gamma che prima non erano state individuate. Allo stesso tempo è stato possibile migliorare la possibilità per il LAT di determinare la direzione dei raggi gamma in arrivo.

Fotografia dell'area chiamata Gerber Catena con i suoi crateri, depressioni e fratture (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Quasi tre settimane fa la sonda spaziale Dawn della NASA ha raggiunto la sua orbita finale, a circa 380 chilometri di altitudine sul pianeta nano Cerere. Vi rimarrà a tempo indeterminato, nel senso che manterrà quell’orbita fino alla fine della sua missione ma a quel punto non verrà spostata. Si tratta dell’orbita più bassa e da lì Dawn ha subito cominciato a scattare le fotografie più dettagliate e a effettuare nuove rilevazioni con i suoi strumenti.

Fotografia dell'area settentrionale di Encelado che mostra il contrasto tra le varie regioni (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Alcuni giorni fa la sonda spaziale Cassini ha compiuto il suo ultimo volo ravvicinato a Encelado, la luna di Saturno estremamente interessante per la presenza di un oceano sotterraneo di acqua liquida. Stavolta Cassini è passata a circa 5.000 chilometri di distanza da Encelado misurando il flusso di calore proveniente dal suo interno e scattando ulteriori fotografie della sua superficie ghiacciata.

L'area chiamata "Bridger Basin" che include gli obiettivi della ricerca del Mars Rover Curiosity chiamati "Big Sky" e "Greenhorn" (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Il Mars Rover Curiosity sta trovando molte rocce ricche di silice, un composto formato da silicio e ossigeno, in un’area del Monte Sharp su Marte che sta esplorando da alcuni mesi. Alcuni mesi fa la scoperta di quel tipo di rocce era stata una sorpresa, tanto che i responsabili della missione avevano modificato il programma di ricerca di Curiosity per effettuare analisi più approfondite. Quella decisione ha portato alla scoperta di altre rocce ricche di silice e a ulteriori studi per cercare di spiegarne la presenza.