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Le aurore su Ganimede, colorate in blu, viste dal telescopio spaziale Hubble sovraimpresse su un'immagine della luna di Giove scattata dalla sonda spaziale Galileo (Immagine NASA/ESA)

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per studiare Ganimede, la più grande tra le lune di Giove, e in particolare le sue aurore. Analizzando le loro caratteristiche è stato possibile ottenere i maggiori indizi trovati finora dell’esistenza di un oceano di acqua salata liquida nel sottosuolo di Ganimede. Quest’oceano potrebbe contenere più acqua di quella esistente sulla superficie della Terra.

Uno spaccato di Encelado che illustra in maniera artistica le attività idrotermali del sottosuolo (Immagine NASA/JPL)

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” illustra una ricerca basata sulle rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Cassini della NASA. Tra le tante informazioni fornite da quella missione c’è anche la prova che su Encelado, una delle lune di Saturno, ci sono segni della presenza di sorgenti idrotermali. Ciò significa che ci sono acque riscaldate da energia geotermica analoghe a quelle esistenti sulla Terra, dove abbonda la presenza di vari microrganismi, in particolare quelli conosciuti come estremofili.

Il razzo vettore Atlas V 421 al decollo con le sonde spaziali MMS (Foto NASA)

Poche ore fa le 4 sonde spaziali MMS (Magnetospheric Multiscale Mission) sono state lanciate su un razzo vettore Atlas V 421 da Cape Canaveral. Dopo quasi due ore le navicelle hanno cominciato a separarsi dall’ultimo stadio del razzo, una alla volta a intervalli di circa cinque minuti. È solo l’inizio di una complessa fase di test, di dispiegamento delle aste con i sensori e di posizionamento delle sonde in una configurazione a tetraedro che durerà oltre cinque mesi.

La missione MMS è davvero ambiziosa perché è basata sul lavoro di una costellazione di 4 sonde spaziali identiche che dovranno operare assieme in una formazione a tetraedro per poter effettuare rilevazioni tridimensionali. Lo scopo è quello di studiare la magnetosfera terrestre in un modo più sofisticato di quelli tentati in precedenza.

In particolare, le sonde spaziali studieranno il fenomeno della riconnessione magnetica. Si tratta di un processo in plasma altamente conduttivo in cui la topologia magnetica viene riordinata e l’energia magnetica viene convertita in energia cinetica e termica e nell’accelerazione di particelle.

I cosmonauti Elena Serova e Alexander Samokutyaev e l'astronauta Barry Wilmore assistiti dopo l'atterraggio (Immagine NASA TV)

Poche ore fa, l’astronauta Barry Wilmore della NASA e i cosmonauti russi Alexander Samokutyaev ed Elena Serova sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz TMA-14M, atterrata senza problemi in Kazakistan. I tre hanno trascorso quasi sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove erano arrivati il 26 settembre 2014. Inizialmente, erano parte della Expedition 41, nella seconda metà della loro permanenza sono stati parte della Expedition 42 con Barry Wilmore come comandante della Stazione.

La navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK durante la missione ORB-1 e la navicella spaziale Dragon di SpaceX durante la missione CRS-5 (Foto NASA)

Un portavoce della NASA ha annunciato che l’agenzia ha deciso di estendere il contratto CRS (Commercial Resupply Services) con SpaceX e Orbital ATK per il trasporto di carichi alla Stazione Spaziale Internazionale. Le missioni aggiuntive sono previste per il 2017 e hanno lo scopo di coprire le esigenze della NASA fino all’assegnazione di un nuovo contratto, chiamato CRS 2. Quest’estensione prevede altre tre missioni per la navicella spaziale Dragon di SpaceX e un’altra missione per la navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK.