Pianeti

Concetto artistico dei pianeti del sistema TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l’esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Potenzialmente, almeno in qualche regione di tutti quei pianeti potrebbe esserci acqua liquida.

L'area del del cratere Ernutet. In rosa i composti organici (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la rilevazione di materiali organici sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha usato i dati raccolti dallo spettrometro VIR della sonda spaziale Dawn della NASA per individuare composti alifatici, una delle due classi di materiali organici.

Polo nord di Mercurio. In rosso le aree in ombra, in giallo il ghiaccio (Immagine Altimeter Built at Goddard Helped Identify Ice on Mercury | NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive uno studio sul ghiaccio d’acqua esistente all’ombra di vari crateri del pianeta Mercurio che aveva lo scopo di stimarne la quantità, che potrebbe essere molto superiore a quella prevista con veri e propri ghiacciai spessi decine di metri. Le stime sono ancora approssimative e anche sull’origine di quell’acqua ci sono ancora varie ipotesi.

Il polo nord di Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato un’immagine della calotta polare settentrionale del pianeta Marte. Si tratta della composizione di 32 immagini catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA durante altrettanti passaggi sopra il polo nord marziano tra il 2004 e il 2010. Quel mosaico mostra le depressioni a forma di spirale della calotta polare.

Sezione di Cerere con i materiali presenti (Immagine Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca riguardante la superficie del pianeta nano Cerere. Usando osservazioni agli infrarossi effettuate con l’osservatorio SOFIA un team di scienziati del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, del SETI e del JPL della NASA ha individuato la presenza di pirosseno, argilla e carbonati che finora hanno ingannato i ricercatori, che pensavano che la superficie fosse ricca di composti di carbonio.