Pianeti

Pendenza di un ghiacciaio in blu nella vista colorata (Immagine NASA/JPL-Caltech/UA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di otto aree sul pianeta Marte in cui l’erosione del suolo ha rivelato la presenza di grandi ghiacciai. Un team di ricercatori ha localizzato e studiato le aree grazie alla macchina fotografica High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) della sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. Le scarpate generate dall’erosione offrono nuove informazioni sulla struttura stratificata di quei ghiacciai e di conseguenza della storia climatica del pianeta rosso.

Concetto artistico del sistema di TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca che cerca di fornire una stima delle possibilità per i 7 pianeti del sistema della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1 di mantenere un’atmosfera. Un team di ricercatori ha creato simulazioni che tenessero conto delle caratteristiche del vento stellare di TRAPPIST-1 e della possibile velocità a cui l’atmosfera dei pianeti verrebbe strappata via da esso. La conclusione è che i due pianeti più esterni potrebbero mantenere un’atmosfera per miliardi di anni.

Rappresentazione artistica della stella K2-106 e dei suoi due pianeti (Immagine cortesia TNG / Vincenzo Guido, Emilio Molinari)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive lo studio di due super-Terre nel sistema della stella K2-106. Un team di astronomi guidati da Eike W. Guenther dell’Osservatorio statale della Turingia di Tautenburg, in Germania che include tre membri del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, ha usato vari telescopi tra cui il Telescopio nazionale Galileo (TNG) alle Canarie per raccogliere i dati necessari a determinare le caratteristiche dei due esopianeti. La conclusione è che sono entrambi più grandi della Terra ma uno è insolitamente denso mentre l’altro ha una densità decisamente inferiore.

Rappresentazione artistica della stella RZ Piscium circondata da masse di gas e polvere (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/CI Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulla giovane stella RZ Piscium che offre una spiegazione alle strane variazioni della sua luminosità. Un team di astronomi ha usato rilevazioni effettuate con l’osservatorio spaziale XMM-Newton dell’ESA, il telescopio Shane presso il Lick Observatory in California e il telescopio Keck alle Hawaii concludendo che probabilmente RZ Piscium sta distruggendo almeno alcuni pianeti del suo sistema stellare o due pianeti ricchi di gas si sono scontrati.

Rappresentazione artistica di GJ 436b con la sua coda (Immagine cortesia Mark Garlick/University of Warwick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sul pianeta GJ 436b, la cui orbita attorno alla sua stella è risultata essere quasi polare invece che equatoriale. Un team di ricercatori guidato dell’Università di Ginevra (UNIGE) ha scoperto questa nuova strana caratteristica dell’orbita di quest’esopianeta, già noto perché la sua orbita è molto eccentrica e soprattutto perché ha un’enorme coda simile a quella di una cometa.