Pianeti

Il disco di polvere nel sistema di HD 142527 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Kataoka et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una nuova ricerca sul giovane sistema HD 142527. Il radiotelescopio ALMA era già stato utilizzato in passato per studiare il disco protoplanetario attorno alla stella ma stavolta un team internazionale di astronomi guidato da Akimasa Kataoka ha misurato con precisione la dimensione delle particelle di polveri che lo formano.

Adamas Labyrinthus

L’ESA ha pubblicato una fotografia di una sorta di labirinto che fa parte di una regione chiamata Adamas Labyrinthus su Marte scattata dalla sonda spaziale Mars Express. Questa regione è a sua volta parte di Utopia Planitia, un enorme bacino da impatto con un diametro stimato attorno ai 3.300 chilometri. Le fratture di Adamas Labyrinthus creano un sistema di forme poligonali che potrebbe aver avuto origine da sedimenti a grana fine che anticamente erano sul fondo di un oceano.

Vista topografica di Plutone (Immagine P.M. Schenk LPI/JHUAPL/SwRI/NASA)

L’ipotesi dell’esistenza di un oceano sotterraneo sul pianeta nano Plutone è stata riportata in auge da alcune ricerche basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Generalmente l’ipotesi riguarda un oceano d’acqua ma William McKinnon, professore di scienze planetarie e della Terra alla Washington University di St. Louis e tra gli autori di diverse ricerche su Plutone, ha suggerito che l’oceano contenga molta ammoniaca.

Plutone con Caronte sullo sfondo (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che suggerisce una rapida formazione del grande bacino di Sputnik Planitia, una parte della regione a forma di cuore sul pianeta nano Plutone, nelle prime fasi della sua vita. Un team di ricercatori guidato da Douglas Hamilton, professore di astronomia presso l’Università del Maryland, ha concluso che le sue caratteristiche potrebbero essere le inevitabili conseguenze dei processi che hanno determinato la sua evoluzione.

Schema della ricerca su K2-3d (Immagine cortesia National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sull’esopianeta K2-3d. Si tratta di una super-Terra scoperta usando il telescopio spaziale Kepler. Un team internazionale di ricercatori ha aggiunto altri dati raccolti successivamente dal telescopio spaziale Spitzer e dal telescopio dell’Osservatorio Astrofisico di Okayama per ottenere una misura più accurata del periodo orbitale di questo pianeta potenzialmente abitabile.