Pianeti

La roccia Rochette (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato i primi risultati dell’esame dei primi due campioni di roccia raccolti nei giorni scorsi dal Mars Rover Perseverance nel cratere Jezero sul pianeta Marte. Dopo la delusione del mese scorso, con il fallimento del primo tentativo di prelievo di un campione di una roccia che si è rivelata troppo friabile, sono arrivati due successi. Una roccia soprannominata Rochette si è rivelata adatta e Perseverance ha avuto successo nel prelievo di un campione soprannominato Montdenier il 6 settembre e un campione soprannominato Montagnac l’8 settembre. L’indicazione più interessante è che nell’area c’è stata acqua per un lungo periodo in cui l’ambiente era potenzialmente abitabile.

Rappresentazione del sistema solare fino alla fascia di Kuiper

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Planetary Science Journal” riporta uno studio su alcuni oggetti della fascia di Kuiper che fanno parte di un particolare gruppo di cui nuove osservazioni hanno rivelato una colorazione blu e una natura binaria. Un team di ricercatori ha usato osservazioni gestite dal team Col-OSSOS che ha ottenuto misure dei colori di 98 oggetti della fascia di Kuiper offrendo anche nuove informazioni sul sottogruppo degli oggetti chiamati oggetti classici freddi della fascia di Kuiper. La loro conclusione è che gli oggetti binari blu sono stati spinti in quell’area da Nettuno nel corso del suo allontanamento dal Sole.

Concetto artistico della superficie di un pianeta Hycean (Immagine cortesia Amanda Smith, Università di Cambridge)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio che propone un nuovo tipo di pianeta abitabile che è stato chiamato Hycean. Nikku Madhusudhan, Anjali A. A. Piette e Savvas Constantinou dell’istituto di astronomia dell’Università britannica di Cambridge sono partiti dallo studio dell’esopianeta K2-18b per sostenere che alcuni pianeti con condizioni tra quelle delle super-Terre e dei mini-Nettuno possono essere coperti di oceani e avere atmosfere ricche di idrogeno offrendo la possibilità di sviluppo di forme di vita basate sul carbonio. Questi pianeti Hycean potrebbero essere potenzialmente abitabili anche orbitando all’esterno di quella che comunemente viene considerata l’area abitabile di un sistema stellare.

La possibile struttura di Saturno (Immagine cortesia Caltech/R. Hurt (IPAC))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sul nucleo del pianeta Saturno. Gli astronomi Christopher Mankovich e Jim Fuller del Caltech hanno analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini sulle oscillazioni degli anelli di Saturno causate dall’attività sismica interna per analizzare indirettamente le caratteristiche dell’interno del pianeta. La conclusione è che il nucleo non è roccioso bensì un miscuglio che è stato paragonato a una minestra o a una fanghiglia composta da ghiaccio, roccia e fluidi metallici che occupa un volume per circa il 60% del diametro di Saturno, ben più di quanto fosse stato stimato in precedenza.

Concetto artistico dell'esopianeta L 98-59b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sui pianeti che orbitano attorno alla stella nana rossa L 98-59. Un team di ricercatori che ne include molti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare le caratteristiche di tre esopianeti già conosciuti concludendo che il più interno ha una massa che è circa metà di quella di Venere. C’era qualche dubbio sulla natura del pianeta più esterno e questo studio suggerisce che si tratti di un pianeta roccioso che contiene una gran quantità di acqua. I ricercatori hanno trovato prove della presenza di un quarto pianeta e indizi che ce ne potrebbe essere un quinto.