Pianeti

Schema delle orbite di 2015 RR245 e degli oggetti più luminosi (Immagine cortesia Alex Parker, OSSOS)

Un team internazionale di astronomi ha scoperto il pianeta nano identificato per ora solo come 2015 RR245. Usando il telescopio sul monte Maunakea, alle Hawaii, come parte dell’indagine OSSOS, hanno trovato 2015 RR245, la cui orbita è nella fascia di Kuiper, l’area del sistema solare oltre Nettuno dove ci sono molti corpi celesti ghiacciati.

Il diametro del pianeta nano 2015 RR245 è stato stimato attorno ai 700 chilometri, il che significa che è un po’ più piccolo di Cerere. Nella fascia di Kuiper ci sono altri 17 oggetti più grandi perciò questa scoperta non è al livello di quella di un pianeta o almeno di un pianeta nano delle dimensioni di Plutone o di Eris. Tuttavia, ogni oggetto individuato là fuori ci può dire qualcosa in più sulla storia del sistema solare.

Rappresentazione artistica del possibile impatto di un planetoide con Marte (Immagine cortesia Université Paris Diderot / Labex UnivEarthS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca condotta da scienziati dell’università di Parigi, del Royal Obeservatory del Belgio e dell’istituto giapponese ELSI su Deimos e Phobos, le lune di Marte, che supporta la teoria di un antichissimo impatto come loro origine. Essa è complementare a un’altra, indipendente, condotta da scienziati dell’agenzia spaziale francese CNRS e del Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia i cui risultati saranno pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Rappresentazione artistica del sistema HD 131399 con il suo pianeta e le tre stelle (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta dell’esopianeta HD 131399Ab, il primo mai trovato in un sistema con ben tre soli. Un team di astronomi guidati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato lo strumenti SPHERE montato sul VLT dell’ESO per ottenere un’immagine diretta di HD 131399Ab e delle tre stelle del suo sistema. Gli scienziati pensavano che quel tipo di orbita fosse instabile ma questo caso sembra contraddire quell’idea.

Un modellino della sonda spaziale Juno con un'immagine di Giove sullo sfondo (Foto NASA/Aubrey Gemignani)

La NASA ha confermato che la sonda spaziale Juno si è correttamente inserita nell’orbita del pianeta Giove. Nelle ultime ore ha compiuto una serie di manovre per raggiungere la traiettoria e la velocità corrette per essere catturata dalla gravità gioviana. I segnali radio di Juno impiegano in questo periodo circa 48 minuti per raggiungere la Terra ma alla fine è arrivata la conferma che la sonda è in orbita e i suoi pannelli solari sono correttamente puntati verso il Sole.

Giove visto agli infrarossi dal VLT (Immagine ESO/L. Fletcher)

All’incontro nazionale di astronomia della Royal Astronomical Society del Regno Unito in svolgimento a Nottingham sono state presentate nuove immagini agli infrarossi del pianeta Giove ottenute con lo strumento VISIR installato sul VLT dell’ESO. Esse aiuteranno a capire meglio l’atmosfera di Giove in occasione dell’arrivo della sonda spaziale Juno della NASA, previsto per il 4 luglio 2016.