Pianeti

Foto della formazione chiamata Kimberley nel cratere Gale scattata dal Mars Rover Curiosity (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un nuovo studio effettuato dal team che gestisce il Mars Rover Curiosity ha confermato che tra 3,8 e 3,3 miliardi di anni fa c’erano laghi in quello che è oggi il cratere Gale. Al suo centro oggi c’è il monte Sharp, le cui basi sono state formate da sedimenti depositati strato su strato nel corso di un periodo molto lungo. I risultati di questo studio sono appena stati pubblicati sulla rivista “Science”.

Il cielo azzurro di Plutone causato da uno strato di caligine (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato le prime foto a colori che mostrano l’atmosfera del pianeta nano Plutone scattate dalla sonda spaziale New Horizons nel corso del suo volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Le precedenti immagini avevano evidenziato la caligine presente nell’atmosfera ma non erano a colori perciò con l’arrivo di quelle nuove è stata una sorpresa scoprire che il cielo di Plutone è azzurro. Un’altra scoperta riguarda regioni di ghiaccio d’acqua rilevate sulla superficie di questo pianeta nano.

Proiezione topografica della superficie di Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

I misteri del pianeta nano Cerere costituiscono un argomento di discussione all’European Planetary Science Congress in corso in questi giorni a Nantes, in Francia. Per l’occasione, la NASA ha pubblicato nuove mappe topografiche di Cerere basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn, che da qualche settimana lo sta mappando. L’ultima novità su questo pianeta nano è arrivata da alcune emissioni di elettroni energetici.

Immagine di striature su pendii del cratere Hale su Marte prodotte da flussi stagionali d'acqua (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Ieri la NASA ha annunciato l’esistenza di flussi di acqua liquida su Marte. Lo studio, appena pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience”, è basato di anni di analisi dei dati raccolti soprattutto grazie alla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA. Le immagini catturate dalla sua macchina fotografica e i dati spettrometrici hanno permesso di individuare rivoli d’acqua lungo le pareti di crateri e pendii che variano nel tempo e sali perclorati al loro interno.

L'area a pelle di serpente chiamata Tartarus Dorsa su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SWRI)

Dopo oltre due mesi da quello straordinario volo ravvicinato a Plutone della sonda spaziale New Horizons della NASA qualcuno potrebbe pensare che i dati arrivati sulla Terra siano sufficienti per conoscere in maniera esauriente questo pianeta nano. La realtà continua a rivelarsi ben diversa su questo piccolo mondo gelato eppure variegato come ci si aspetterebbe da un pianeta attivo geologicamente e con un’atmosfera in grado di erodere il suolo. Ecco allora che l’immagine di una superficie a “pelle di serpente” lascia ancora una volta gli scienziati sorpresi e perplessi.