Pianeti

La montagna solitaria su Cerere fotografata dalla sonda spaziale Dawn (Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA sta effettuando una mappatura del pianeta nano Cerere e con la sua macchina fotografica sta catturando straordinarie immagini migliori di quelle disponibili finora, con una risoluzione di 140 metri per pixel. Tra gli elementi geologici fotografati c’è una montagna alta circa 6 chilometri che aveva già incuriosito scienziati e pubblico perché sembra una piramide e i suoi lati sono coperti di materiale brillante.

Il sistema di 51 Eridani fotografato dal Gemini Planet Imager con un cerchio equivalente all'orbita di Saturno disegnato attorno alla stella (Immagine Gemini Observatory e J. Rameau (UdeM) e C. Marois NRC Herzberg)

Il pianeta 51 Eridani b è il primo scoperto usando il Gemini Planet Imager (GPI), uno strumento entrato in attività all’inizio del 2014 con il preciso scopo di individuare direttamente pianeti fuori dal sistema solare. Si tratta del più piccolo esopianeta osservato direttamente finora e le sue caratteristiche fanno pensare che assomigli a Giove quand’era molto giovane. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Science”.

Mappa topografica del pianeta nano Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La NASA ha pubblicato le prime mappe topografiche del pianeta nano Cerere realizzate utilizzando i dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn. Esse mostrano una superficie molto diversificata, piena di crateri e montagne con differenze tra il fondo dei crateri e i picchi montuosi che può raggiungere i 15 chilometri. Nel frattempo, la IAU (International Astronomical Union) ha approvato una serie di nomi per vari elementi geologici di Cerere.

Il frammento di roccia ricca di silice chiamato Lamoose, della lunghezza di circa 10 cm, analizzato dal Mars Rover Curiosity (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Nei giorni scorsi Mars Rover Curiosity è stato deviato dal suo percorso programmato per esaminare una roccia particolarmente ricca di silice. Si tratta di un materiale composto da silicio e ossigeno comune nelle rocce terrestri sotto forma di quarzo. Sul monte Sharp, dove Curiosity sta lavorando, sulla sua strada ha prelevato un campione vicino all’area chiamata “Marias Pass”. I risultati dell’analisi sono risultati talmente interessanti che i responsabili della missioni hanno deciso di farlo tornare indietro.

I ghiacciai su Plutone che nel tempo si sono spostati e forse si stanno ancora spostando (Foto NASA/JHUAPL/SwRI)

Gli scienziati che lavorano alla missione New Horizons della NASA continuano ad analizzare le fotografie che la sonda spaziale sta inviando dopo il suo passaggio ravvicinato con il pianeta nano Plutone del 14 luglio 2015. Quelle ricevute nei giorni scorsi mostrano che nell’area a forma di cuore ci sono ghiacciai che scorrono e che nell’atmosfera ci sono spessi strati di caligine che raggiungono un’altitudine di 130 chilometri.