Pianeti

Le montagne su Plutone fotografate nella regione equatoriale dalla sonda spaziale New Horizons (Foto NASA/JHU APL/SwRI)

La NASA ha presentato le prime tra le tanto attese fotografie scattate dalla sonda spaziale New Horizons nel corso del passaggio ravvicinato a Plutone avvenuto il 14 luglio. Esse hanno rivelato tra le altre cose la presenta di montagne alte anche 3.500 metri. È stata rilasciata anche una foto di Caronte scattata il 13 luglio che mostra varie fratture sulla sua crosta. Queste immagini ravvicinate mostrano attività geologica sia su Plutone che su Caronte, un fatto inatteso.

Plutone e Caronte fotografati dalla sonda spaziale New Horizons l'11 luglio 2015 (Foto NASA-JHUAPL-SWRI)

Oggi la sonda spaziale New Horizons della NASA effettuerà il tanto atteso passaggio ravvicinato a Plutone. Quando in Italia sarà pomeriggio, essa passerà a una distanza che raggiungerà un minimo di 12.500 chilometri dal pianeta nano. Tutti gli strumenti di New Horizons verranno usati per analizzare Plutone come mai prima ma del tempo verrà dedicato anche alle sue lune, soprattutto Caronte.

Composizione di immagini del transito di Venere del giugno 2012 scattate dalla sonda spaziale SDO (Immagine NASA/Goddard/SDO)

Sulla rivista “Nature Communications” è stato pubblicato un articolo sullo studio delle immagini del pianeta Venere durante il transito, cioè passaggio tra il Sole e la Terra, avvenuto nel giugno 2012, scattate dai satelliti SDO della NASA e Hinode di NASA e JAXA. Questa ricerca ha permesso di esaminare in maniera diversa l’atmosfera venusiana misurando come essa assorba i diversi tipi di luce. Questo tipo di studio permette di ottenere indizi importanti sulla presenza dei vari elementi chimici negli strati dell’atmosfera. Servirà anche a migliorare le tecniche per esaminare l’atmosfera di esopianeti.

Concetto artistico del pianeta GJ 436b avvolto nella sua immensa coda mentre orbita attorno alla stella GJ 436 (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che riguarda il pianeta GJ 436b, la cui massa è simile a quella di Nettuno. Usando il telescopio spaziale Hubble, un team di astronomi guidato da David Ehrenreich dell’Osservatorio svizzero di Ginevra ha scoperto che lascia dietro di sé un’enorme coda delle dimensioni stimate di circa 50 volte quella della stella attorno a cui orbita. Si tratta di emissioni di idrogeno strappato al pianeta che lo fa sembrare un’enorme cometa.

Concetto artistico dell'anello di Febe con Saturno e gli altri anelli nel mezzo (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha svelato le dimensioni dell’anello più esterno del pianeta Saturno. Esso è chiamato anello di Febe perché si ritiene che sia stato creato da polveri arrivate da Febe, una delle lune di Saturno, in seguito a impatti che le hanno proiettate nello spazio. Quest’anello era stato scoperto nel 2009 e da subito erano state notate le dimensioni enorme. Questa nuova ricerca effettuata usando immagini agli infrarossi ottenute dal telescopio spaziale WISE della NASA dimostra che è ancora più grande di quanto si pensasse.