Pianeti

Varie immagini della superficie del pianeta nano Plutone (ImmagineNASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha rilasciato immagini del pianeta nano Plutone e della sua luna principale Caronte che mostrano gran parte della loro superficie. Esse sono formate da composizioni di varie fotografie scattate da due macchine fotografiche della sonda spaziale New Horizons: il Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) e la Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera. Le fotografie sono state scattate tra il 7 e il 13 luglio scorso, nel corso dell’approccio che ha portato allo straordinario volo ravvicinato del 14 luglio 2015.

L'area di Garden City vista dal Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, scienziati della missione del Mars Rover Curiosity della NASA hanno presentato i risultati di nuove analisi del sito marziano chiamato Garden City. Si tratta di un’area visitata nel marzo 2015 che è risultata molto interessante dal punto di vista geologico per la sua diversità chimica e per le venature minerali, che sporgono rispetto alle rocce su cui si sono formate.

Il maggior aggiornamento finora compiuto del software che gestisce lo strumento Chemistry and Camera (ChemCam) di Curiosity lo ha potenziato notevolmente. Ha infatti permesso un miglioramento nell’interpretazione dei dati raccolti rendendolo più sensibile a una gamma più ampia di possibili composizioni delle rocce marziane.

V774104 (Foto cortesia Subaru Telescope by Scott Sheppard, Chad Trujillo, and David Tholen. Tutti i diritti riservati)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, è stata annunciata la scoperta di un corpo celeste chiamato per ora solo V774104. Usando il telescopio Subaru alle Hawaii, un team guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science e Chad Trujillo dell’Osservatorio Gemini alle Hawaii ha scoperto quello che sembra l’oggetto più distante finora individuato nel sistema solare essendo a circa 15,5 miliardi di chilometri dal Sole, circa il triplo di Plutone e circa 103 volte quella della Terra.

Foto di Phobos che mostra le scanalature sulla superficie (Foto NASA/JPL-Caltech/University of Arizona)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, è stata presentata una ricerca su Phobos, una delle lune del pianeta Marte. Terry Hurford del Goddard Space Flight Center della NASA ha diretto un team di scienziati che ha analizzato le scanalature sulla superficie di Phobos. La conclusione è che si tratta dei primi segni di un cedimento strutturale che porterà alla distruzione di questa luna.

Mappe tridimensionali di Wright Mons e Piccard Mons. Il blu indica le altitudini minori, il marrone quelle maggiori e il verde quelle intermedie (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Il team che si occupa della missione New Horizons della NASA sta presentando le ultime scoperte sul pianeta nano Plutone al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland. I dati raccolti dalla sonda spaziale nel corso del volo ravvicinato del 14 luglio 2015 hanno permesso di individuare possibili criovulcani. I dati relativi alle piccole lune di Plutone sono limitati ma fanno pensare sempre di più che almeno Cerbero e Idra siano il risultato della fusione di due o più asteroidi.