Pianeti

Fotografia di Plutone e dell'area di Sputnik Planum con le sue colline calleggianti (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Gli scienziati della NASA hanno trovato una nuova attività geologica sul pianeta nano Plutone che è davvero unica: si tratta di colline galleggianti che si spostano nel tempo, seppure a velocità molto basse. Queste colline nell’area chiamata informalmente Sputnik Planum sono probabilmente versioni più piccole delle grandi montagne al confine occidentale dell’area. Per il loro comportamento, sono state paragonate agli iceberg terrestri.

Vista in prospettiva di Noctis Labyrinthus (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove fotografie di Noctis Labyrinthus (labirinto della notte), scattate dalla sonda spaziale Mars Express il 15 luglio 2015. Si tratta di una catena montuosa nel lato occidentale delle Valles Marineris, un enorme complesso di canyon sul pianeta Marte, vicina al suo equatore. Le sue commplesse strutture sono state generate dalla rottura della crosta della regione di Tharsis, che ha provocato profonde fratture.

Mappe del ghiaccio d'acqua sulla superficie di Plutone (Immagine NASA/JHUIAPL/SwRI)

Negli ultimi mesi ci siamo abituati a vedere le straordinarie fotografie del pianeta nano Plutone e delle sue lune scattate dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il volo ravvicinato del 14 luglio 2015 ma ci sono altri strumenti a bordo che sono stati usati per effettuare varie rilevazioni. Come le fotografie, i dati raccolti continueranno a essere inviati per molti mesi ancora. Quelli finora ricevuti dalla NASA hanno permesso di scoprire una presenza di ghiaccio d’acqua maggiore di quella prevista e di vedere l’atmosfera di Plutone agli infrarossi.

Immagine di Hinners Point, un'area di Marathon Valley, ottenuta combinando sei fotografie scattate dal Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity atterrò su Marte alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004. La sua missione è andata ben oltre qualsiasi previsione e dopo qualche anno abbiamo cominciato a darla per scontata. Nel 2010 le perdita del suo gemello, il Mars Rover Spirit, ci ha ricordato che le missioni spaziali vengono compiute in ambienti che non perdonano e qualsiasi problema può essere fatale.

I responsabili della missione Opportunity hanno cercato di preservare il rover piazzandolo su un terreno inclinato durante gli inverni marziani in modo che i suoi pannelli solari ricevano la maggior quantità di luce solare possibile. Purtroppo, altri problemi hanno limitato da parecchio tempo la sua efficienza.

Fotografia dell'area chiamata Gerber Catena con i suoi crateri, depressioni e fratture (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Quasi tre settimane fa la sonda spaziale Dawn della NASA ha raggiunto la sua orbita finale, a circa 380 chilometri di altitudine sul pianeta nano Cerere. Vi rimarrà a tempo indeterminato, nel senso che manterrà quell’orbita fino alla fine della sua missione ma a quel punto non verrà spostata. Si tratta dell’orbita più bassa e da lì Dawn ha subito cominciato a scattare le fotografie più dettagliate e a effettuare nuove rilevazioni con i suoi strumenti.