Stelle

Blog che parlano di stelle

Orione A (Immagine cortesia NSF/S. Kong, J. Feddersen, H. Arce & CARMA-NRO Orion Survey team)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” descrive i risultati della CARMA-NRO Orion Survey, una mappatura ad alta risoluzione della nube molecolare chiamata Orione A, una delle due gigantesche nubi molecolari nel complesso nebuloso molecolare di Orione. Un team di astronomi ha combinato le osservazioni dei radiotelescopio CARMA e NRO per mappare le stelle ma anche i movimenti del gas all’interno della nube.

La Nebulosa Formica (Immagine NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA))

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di emissioni laser nella Nebulosa Formica. Un team di astronomi ha usato osservazioni effettuate con l’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA per rilevare un fenomeno molto raro collegato alla morte di una stella. Esso suggerisce la presenza di un sistema stellare binario nel cuore della nebulosa.

L'ammasso galattico MACS J1149.5+2223 e nel riquadro la galassia MACS1149-JD1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta delle tracce di ossigeno più distanti mai rilevate. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA e il telescopio VLT dell’ESO per osservare la galassia MACS1149-JD1, dove ci sono tracce di formazione stellare circa 250 milioni di anni dopo il Big Bang, un’epoca davvero remota in cui finora c’erano solo alcuni indizi di una possibile formazione stellare.

Diagramma delle onde solari di Rossby (Immagine cortesia MPS/NASA/HormesDesign)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive le prove della presenza di onde gigantesche chiamate onde di Rossby sulla superficie del Sole. Un team di scienziati guidati dal Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) e dall’Università di Gottinga hanno scoperto questi vortici con dimensioni paragonabili a quelle del Sole stesso confermando un’ipotesi proposta a decenni fa perché essi esistono naturalmente in fluidi in rotazione.

L'area W43-MM1 (Immagine cortesia ESO/ALMA/F. Motte/T. Nony/F. Louvet/Nature Astronomy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su una regione di spazio a circa 18.000 anni luce dalla Terra in cui è in atto una notevole formazione stellare catalogata come W43-MM1. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiarla scoprendo che si sta formando una quantità di stelle massicce superiore a quello predetto dai modelli attuali.