Stelle

Vista ai raggi X dell'area centrale della Via Lattea (Immagine ESA/XMM-Newton/G. Ponti et al. 2015)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla regione centrale della Via Lattea. Utilizzando l’osservatorio spaziale per i raggi X XMM-Newton dell’ESA, un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) guidato dal dottor Gabriele Ponti ha rivelato i processi più intensi in corso al centro della galassia.

La nebulosa planetaria conosciuta come Nebulosa Civetta Meridionale (Foto ESO)

È soprannominata Nebulosa Civetta Meridionale ed è una nebulosa planetaria straordinariamente simmetrica e rotonda. Usando il telescopio VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile è ora stato possibile catturare un’immagine straordinaria di questa stella morente e di ciò che resta attorno ad essa. Il risultato dà l’impressione di una sfera illuminata come un fantasma nelle tenebre dello spazio.

Rappresentazione di due coppie di stelle, una in blu e una in rosso, che mostra come le coppie siano nate assieme e nel tempo una di esse si sia spostata notevolmente (Immagine cortesia Dana Berry/SkyWorks Digital, Inc.; SDSS collaboration)

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca che mostra come circa il 30% delle stelle della Via Lattea, cioè quasi una su tre, si sia spostata notevolmente dall’orbita che aveva alla sua nascita. Questo soprendente risultato è stato ottenuto da un team di scienziati che ha lavorato all’investigazione Sloan Digital Sky Survey (SDSS) osservando per un periodo di quattro anni 100.000 stelle con lo spettrografo SDSS Apache Point Observatory Galactic Evolution Explorer (APOGEE).

Concetto artistico di un'aurora al polo nord di una nana bruna (Immagine Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech)

La sua aurora è 10.000 volte più potente di qualsiasi altra mai vista, tanto da essere rilevabile, pur con strumenti molto sofisticati, da una distanza di 18 anni luce. Essa è stata trovata su una nana bruna chiamata LSR J1835+3259 usando il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), il telescopio Hale in California e il telescopio Keck alle Hawaii. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sulla rivista “Nature”.

Confronto tra il sistema di Kepler-452, il sistema solare e quello di Kepler-186 (Immagine NASA/JPL-CalTech/R. Hurt)

La NASA ha annunciato la scoperta del pianeta Kepler-452b effettuata usando il telescopio spaziale Kepler. Esso ha un’orbita molto simile a quella della Terra attorno a una stella molto simile al Sole. Ciò lo pone ben all’interno della zona abitabile del suo sistema solare perché la stella Kepler-452 è solo un po’ più grande e più brillante del Sole perciò se sul pianeta Kepler-452b ci fosse un’atmosfera simile a quella terrestre l’acqua potrebbe esistere nello stato liquido.