Stelle

Le Pleiadi viste dal telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA / Aarhus University / T. White)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive il più dettagliato studio mai fatto finora sulla variabilità delle Pleiadi. Un team di astronomi guidato dal dottor Tim White dello Stellar Astrophysics Centre dell’università danese di Aarhus ha usato un nuovo algoritmo per migliorare le osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Kepler della NASA nella sua missione K2.

La Nebulosa delle Vele ai raggi X (Immagine cortesia ROSAT All-Sky Survey / Federico García et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un’analisi della composizione chimica di una sorta di shrapnel di plasma espulsi dalla supernova che ha generato la Nebulosa delle Vele. Un team guidato da Federico García dell’Istituto di radioastronomia argentino che include i ricercatori dell’Inaf di Palermo Marco Miceli, Fabrizio Bocchino e Salvatore Orlando ha usato il telescopio spaziale XMM-Newton per studiare i getti di plasma attorno ai resti della supernova scoprendo un’anomala abbondanza di silicio.

Antares vista dal VLTI (Immagine ESO/K. Ohnaka)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la creazione dell’immagine più dettagliata prodotta finora della superficie e dell’atmosfera di una stella diversa dal Sole. Un team di astronomi guidato da Keiichi Ohnaka dell’Universidad Católica del Norte in Cile ha usato il Very Large Telescope Interferometer (VLTI) per ottenere questo risultato con la supergigante rossa Antares. Si tratta anche della prima mappa dei materiali che compongono l’atmosfera di una stella diversa dal Sole.

Concetto artistico di nana bianca che ruba gas da una stella compagna (Immagine cortesia Russell Kightley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sui resti di una strana supernova catalogati come LP 40-365. Un team guidato da Stephane Vennes dell’Astronomical Institute of Czech Academy of Sciences di Ondrejov, nella Repubblica Ceca, ritiene che si tratti di una supernova di tipo Iax. Essa ha distrutto solo in parte una nana bianca lasciandone una parte che si muove a velocità molto elevata e ha una composizione anomala per quel tipo di stella morta.

La supernova SN 2017cbv e la galassia NGC 5643 (Immagine cortesia B.J. Fulton)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive l’osservazione delle tracce della collisione della supernova SN 2017cbv con una compagna. Un team di astronomi è riuscito a osservare per la prima volta i dettagli di questo tipo di evento cosmico avvenuto nella galassia NGC 5643 e avvistato sulla Terra il 10 marzo 2017. Ciò grazie alla possibilità di osservarlo per cinque giorni con il Las Cumbres Observatory (LCO) ottenendo dati che suggeriscono che la compagna fosse una stella normale con un raggio circa 20 volte quello del Sole.