Stelle

La possibile orbita di Proxima Centauri. I numeri sono in millenni (Immagine P. Kervella (CNRS/U. of Chile/Observatoire de Paris/LESIA), ESO/Digitized Sky Survey 2, D. De Martin/M. Zamani)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” descrive le osservazioni che hanno portato a concludere che la stella Proxima Centauri orbita attorno ad Alpha Centauri A e B formando un sistema triplo. Gli astronomi Pierre Kervella, Frédéric Thévenin e Christophe Lovis hanno utilizzato lo strumento HARPS installato all’osservatorio La Silla dell’ESO in Cile per ottenere le misurazioni precise necessarie a supportare questa teoria.

Alcune delle galassie esaminate (Immagine K. Trisupatsilp, NRAO/AUI/NSF, NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive le osservazioni dei luoghi di nascita della maggior parte delle stelle odierne. Un team di astronomi guidato da Wiphu Rujopakam della University of Tokyo e della Chulalongkorn University di Bangkok ha utilizzato i radiotelescopi VLA e ALMA per studiare galassie talmente distanti che le vediamo com’erano circa 10 miliardi di anni fa, quando nell’universo ci fu il periodo di picco della formazione stellare.

Mappa del progetto VIPERS (Immagine B. Granett, L. Guzzo & the VIPERS Collaboration)

Nei giorni scorsi due diversi gruppi di ricercatori hanno pubblicato le loro mappe cosmiche. Il progetto VIPERS ha usato lo spettrografo VIMOS installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per esaminare 90.000 galassie e creare una mappa tridimensionale molto accurata ed estesa dell’universo lontano. Il progetto Pan-STARRS ha usato il telescopio di Haleakala, alle Hawaii, per ottenere immagini ripetute di tre quarti del cielo visibile e creare una mappa di miliardi di oggetti spaziali.

Concetto artistico di una stella che si avvicina a un buco nero supermassiccio (Immagine ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su ASASSN-15lh, che era stata classificata come supernova superluminosa dopo che era stata scoperta nel 2015. Un team internazionale guidato da Giorgos Leloudas del Weizmann Institute of Science, Israele, e del Dark Cosmology Centre, Danimarca, ha esaminato osservazioni effettuate con vari telescopi concludendo che in realtà si è trattato di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio.

Il sistema di HD 163296 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); A. Isella; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive le prove della presenza di due pianeti neonati nel sistema della stella HD 163296. Un team di astronomi guidato da Andrea Isella della Rice University di Houston ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare due notevoli vuoti che hanno lasciato un marchio sia nella porzione di polvere che in quella di gas del disco protoplanetario che circonda la stella.