Stelle

Concetto artistico di stella in formazione con emissioni di segnali del metanolo (Immagine cortesia Wolfgang Steffen/Boy Lankhaar et al. (molecole: Wikimedia Commons/Ben Mills))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che fornisce un modo per utilizzare il metanolo per misurare i campi magnetici esistenti nello spazio. Un team di ricercatori guidato da Boy Lankhaar della Chalmers Univerisity di Göteborg, in Svezia, ha studiato le proprietà del metanolo per poterlo usare nel calcolo dei campi magnetici che giocano un ruolo importante nella formazione di stelle massicce.

ASASSN-15no (Immagine cortesia ASAS-SN / DSS)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive lo studio della supernova ASASSN-15no. Un team di astronomi, soprattutto dell’Istituto nazionale di astrofisica di Padova, guidato da Stefano Benetti ha utilizzato una serie di telescopi per osservare un’esplosione che inizialmente era nascosta da una spessa coltre di gas e polveri espulsi dalla stelle progenitrice alcuni anni prima. Per questo motivo, gli astronomi l’hanno definita una supernova che gioca a nascondino ma alla fine si è rivelata ed era almeno dieci volte più brillante del normale.

La Galassia Ruota di Carro (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la Galassia Ruota di Carro mostra la sua struttura particolare che mette assieme caratteristiche di una galassia lenticolare e di una galassia ad anello. La sua forma insolita è probabilmente il risultato di una collisione con un’altra galassia più piccola che ha causato nel suo nucleo una serie di onde d’urto che hanno spinto verso l’esterno gas e polvere. Una conseguenza a lungo termine di quell’accumulo di gas nell’anello esterno è la nascita di molte stelle massicce, visibili in blu.

Il possibile aspetto dei pianeti di TRAPPIST-1 (Immagine NASA/R. Hurt/T. Pyle)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive uno studio sulla struttura interna e sul riscaldamento mareale dei 7 pianeti del sistema della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1. Amy C. Barr, Vera Dobos e László L. Kiss hanno creato modelli di quei 7 pianeti concludendo che due di essi hanno le maggiori probabilità di essere abitabili perché le temperature sulla loro superficie potrebbero permettere la presenza di acqua liquida.

Concetto artistico di venti attorno a un buco nero che ruba materiali a una compagna (Immagine cortesia NASA/Swift/A. Simonnet, Sonoma State University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive lo studio di 12 sistemi binari con emissioni di raggi X e la presenza di un buco nero. Un team di ricercatori ha trovato le prove della presenza continua di forti venti che circondano i buchi neri studiati nel corso della durata di emissioni molto intense. Questa ricerca offre nuove informazioni sul modo in cui la massa si trasferisce verso i buchi neri e sull’influenza che i buchi neri hanno sull’ambiente che li circonda.