Stelle

Disco protoplanetario con la trappola di polvere indicata come un anello brillante (Immagine Jean-Francois Gonzalez)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che offre una spiegazione a uno degli ultimi misteri esistenti riguardo alla formazione dei pianeti. Un team internazionale di ricercatori ha condotto una serie di simulazioni che mostrano che nel disco protoplanetario che ruota attorno a una giovane stella si formano trappole di polvere che accelerano l’aggregazione di frammenti delle dimensioni di sassi nei blocchi da cui nascono i pianeti.

La supernova SN 1987A al centro (Immagine NASA, ESA, R. Kirshner (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics and Gordon and Betty Moore Foundation), and M. Mutchler and R. Avila (STScI))

Nei giorni scorsi sull’isola di La Réunion è stato tenuto un meeting per celebrare il 30° anniversario dell’avvistamento della supernova 1987A (SN 1987A), la più luminosa degli ultimi quattro secoli e per questo motivo un evento storico per l’astronomia moderna. Per queste celebrazioni gli scienziati dei telescopi spaziali Hubble e Chandra hanno scelto un’animazione derivata dal modello di un team di astrofisici dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo guidato da Salvatore Orlando.

Concetto artistico dei pianeti del sistema TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l’esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Potenzialmente, almeno in qualche regione di tutti quei pianeti potrebbe esserci acqua liquida.

Nubi di Magellano (Immagine V Belokurov, D Erkal, A Mellinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive le prove raccolte dell’esistenza di un ponte di stelle tra le due Nubi di Magellano, le due galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team internazionale guidato da astronomi dall’Università di Cambridge ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per stabilire che quel ponte non è composto solo di gas ma anche di stelle che sono vecchie e sono state strappate dalle loro galassie.

Il Sole durante un brillamento (Immagine NASA/NOAA)

La NASA ha pubblicato un’immagine del brillamento solare avvenuto il 21 gennaio scorso catturata dal satellite GOES-16 che l’agenzia gestisce assieme alla NOAA usando lo strumento Extreme Ultraviolet and X-Ray Irradiance Sensors (EXIS). Si tratta di uno strumento che ha proprio lo scopo di osservare il Sole e monitorare fenomeni come le tempeste solari, che possono provocare conseguenze sull’attività di satelliti ma anche di centrali energetiche e su altre attività umane.