Plutone ha possibili criovulcani e lune formate da fusioni

Mappe tridimensionali di Wright Mons e Piccard Mons. Il blu indica le altitudini minori, il marrone quelle maggiori e il verde quelle intermedie (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)
Mappe tridimensionali di Wright Mons e Piccard Mons. Il blu indica le altitudini minori, il marrone quelle maggiori e il verde quelle intermedie (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Il team che si occupa della missione New Horizons della NASA sta presentando le ultime scoperte sul pianeta nano Plutone al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland. I dati raccolti dalla sonda spaziale nel corso del volo ravvicinato del 14 luglio 2015 hanno permesso di individuare possibili criovulcani. I dati relativi alle piccole lune di Plutone sono limitati ma fanno pensare sempre di più che almeno Cerbero e Idra siano il risultato della fusione di due o più asteroidi.

La diversità esistente sulla superficie di Plutone e le tracce di attività geologica, forse ancora in atto, sul pianeta nano, sono tra le grandi sorprese che gli scienziati hanno avuto dopo il volo ravvicinato della sonda spaziale New Horizons. I geologi della missione hanno combinato le immagini arrivate finora per creare mappe tridimensionali. Esse indicano che due delle montagne più grandi potrebbero essere criovulcani.

Wright Mons è alto poco più di 3 chilometri mentre Piccard Mons è alto circa 5 chilometri. Entrambi hanno un grosso buco nel mezzo, un aspetto tipico di un vulcano. Per la precisione, potrebbero essere criovulcani e ciò significherebbe che invece di lava essi “eruttano” ghiaccio d’acqua, azoto, ammoniaca o metano.

La presenza di ammoniaca potrebbe essere fondamentale per l’esistenza di questi criovulcani perché diminuisce la viscosità del ghiaccio d’acqua di 100.000 volte. Ciò aiuterebbe notevolmente questo e altri tipi di attività geologica. Gli indizi sono parecchi ma sarà necessario studiare ancora queste montagne usando immagini e altri dati che verranno inviati nel futuro dalla sonda spaziale New Horizons per provare la loro natura.

Sono ben più limitati i dati riguardanti le piccole lune di Plutone: Stige, Notte, Cerbero e Idra. La sonda spaziale New Horizons ha inviato varie fotografie ma solo Notte era in una posizione favorevole che permetteva una buona definizione. Nonostante ciò, è possibile capire qualcosa della forma delle altre lune e il fatto che girino su se stesse come trottole fa pensare a un’origine complessa.

Già in ottobre uno studio riguardante Cerbero aveva incluso l’ipotesi che fosse il risultato dello scontro a bassa velocità tra due asteroidi. Ora l’analisi delle immagini delle altre piccole lune fa pensare gli scienziati che almeno Idra si sia formata in maniera simile. È possibile che anche Stige e Notte abbiano la stessa origine ma al momento non è possibile stabilirlo.

La sonda spaziale New Horizons ha completato nei giorni scorsi le manovre necessarie a mettersi in rotta per il suo prossimo obiettivo, il planetoide della Fascia di Kuiper chiamato 2014 MU69, che dovrebbe raggiungere all’inizio del 2019. Nel frattempo, continua a inviare dati relativi al volo ravvicinato perciò le nostre conoscenze di Plutone e delle sue lune continueranno a migliorare.

Le piccole lune di Plutone: Stige, Notte, Cerbero e Idra (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)
Le piccole lune di Plutone: Stige, Notte, Cerbero e Idra (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

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