La prima pulsar che emette raggi gamma scoperta in un’altra galassia

La Nebulosa della Tarantola con le pulsar PSR J0540-6919 e PSR J0537−6910 cerchiate (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center; background: ESO/R. Fosbury (ST-ECF))
La Nebulosa della Tarantola con le pulsar PSR J0540-6919 e PSR J0537−6910 cerchiate (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center; background: ESO/R. Fosbury (ST-ECF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo studio della prima pulsar che mette raggi gamma scoperta al di fuori della Via Lattea. Catalogata come PSR J0540-6919, fa parte di un’area ricca di stelle conosciuta come Nebulosa della Tarantola o 30 Doradus, all’interno della Grande Nube di Magellano, una piccola galassia satellite della Via Lattea. L’emissione di raggi gamma da questa pulsar è stata individuata dal LAT (Large Area Telescope), uno degli strumenti del telescopio spaziale per raggi gamma Fermi.

In passato, nella Nebulosa della Tarantola sono state scoperte due pulsar perché oltre a PSR J0540-6919, scoperta dal satellite Einstein, ce n’è anche un’altra catalogata come PSR J0537−6910, scoperta dal satellite Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE). Tuttavia, ci sono voluti oltre sei anni per accorgersi che PSR J0540-6919 emetteva anche raggi gamma.

Le pulsar sono stelle di neutroni, ciò che rimane dopo una supernova, l’esplosione di una stella con una massa maggiore di quella del Sole. Il nucleo che rimane collassa e una delle conseguenze può essere la caratteristica pulsazione che dà il nome a questi corpi celesti.

Negli ultimi anni sono state scoperte moltissime pulsar che emettono raggi gamma mentre prima del lancio del telescopio spaziale Fermi, nel 2008, solo 7 casi di questo tipo erano conosciuti. Grazie all’esperienza accumulata nell’uso di Fermi, una nuova analisi dei dati raccolti dal LAT ha permesso di capire che tra le emissioni elettromagnetiche provenienti dalla pulsar PSR J0540-6919 c’erano anche raggi gamma.

Questo nuovo studio della pulsar PSR J0540-6919 ha stabilito che le sue emissioni gamma sono le più potenti finora rilevate, con un’intensità 20 volte superiore a quelle della pulsar al centro della Nebulosa Granchio. Queste due pulsar hanno varie cose in comune, da un’età stimata in non molti secoli, molto inferiore alla maggioranza delle pulsar conosciute, all’intensità del campo magnetico e alla velocità di rotazione.

Ulteriori studi della pulsar PSR J0540-6919, delle sue similitudini e delle differenze rispetto a quella della Nebulosa Granchio permetteranno di capire meglio la fisica estrema in atto nelle giovani pulsar. Si tratta di oggetti che non sono estremi quanto i buchi neri ma abbastanza da essere utilissimi per testare le nostre conoscenze di fisica e astrofisica.

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