Uno dei più grandi buchi neri supermassicci trovato in un luogo improbabile

La galassia NGC 1600 e nel riquadro un ingrandimento ottenuto da Hubble (Immagine NASA, ESA, and Z. Levay (STScI))
La galassia NGC 1600 e nel riquadro un ingrandimento ottenuto da Hubble (Immagine NASA, ESA, and Z. Levay (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di uno dei più grandi buchi neri trovati finora. Usando dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal telescopio Gemini North alle Hawaii, un team internazionale di astronomi ha scoperto un buco nero supermassiccio con una massa stimata attorno ai 17 miliardi di volte quella del Sole nella galassia NGC 1600. Si tratta di una massa fuori dal normale considerando che è all’interno di una galassia molto grande ma abbastanza isolata.

La galassia NGC 1600, conosciuta anche con le sigle MCG-01-12-017, H I-158, h 319, GC 866 e PGC 15406, è una galassia ellittica a circa duecento milioni di anni luce dalla Terra. Fa parte di un piccolo gruppo che contiene circa una ventina di galassie ed è per questo che non ci si aspettava che al suo centro ci fosse un buco nero così massiccio. In parole povere, gli astronomi si aspettano di trovare buchi neri molto massicci al centro di galassie che fanno parte di ammassi galattici, quindi dove ci sono masse sufficienti a formare centinaia o anche migliaia di galassie raggruppate assieme.

NGC 1600 fa parte di un piccolo gruppo in una regione sgombra dell’universo perciò ci si aspettava che i materiali che avevano formato il buco nero supermassiccio al suo centro non avessero una massa totale tale da farne uno dei più massicci mai scoperti. Esso è circa dieci volte più massiccio di quanto gli astronomi si aspettassero secondo una correlazione tra la massa di una galassia e quella del buco nero supermassiccio al suo centro che generalmente dà una buona approssimazione.

Per questo motivo, normalmente questo tipo di ricerca è focalizzato sugli ammassi galattici. Tuttavia, in questo caso i ricercatori hanno lavorato all’interno dell’investigazione MASSIVE, che ha lo scopo di stimare la massa di stelle, materia oscura e buchi neri di cento galassie massicce entro 350 milioni di anni luce dalla Terra.

La professoressa Chung-Pei Ma dell’Università di Berkeley, tra gli autori dell’articolo sulla galassia NGC 1600 e a capo dell’investigazione MASSIVE, si è chiesta se questa galassia costituisca la punta dell’iceberg. Effettivamente, non è la prima volta che astronomi scoprono buchi neri supermassicci più grandi del previsto. Nel settembre 2015 venne pubblicato un articolo che descriveva un’altra ricerca su un caso del genere nella galassia SAGE0536AGN.

Un altro risultato interessante emerso da questa ricerca è che le stelle vicine al buco nero supermassiccio sembrano muoversi come se in realtà i buchi neri fossero due. Una spiegazione è che NGC 1600 sia il risultato di una fusione di due galassie e i due buchi neri supermassicci al loro centro siano sempre più vicini. La conseguenza è che in realtà i 17 miliardi di masse solari sono la somma delle masse dei due buchi neri supermassicci.

È uno dei casi in cui sono necessari altri dati per cercare di capire cosa ci sia davvero al centro della galassia NGC 1600. Questo tipo di ricerca aiuterà a capire meglio come si evolvono le galassie dopo una fusione e come i buchi neri supermassicci influenzino la loro evoluzione.

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