December 2016

Sede dell'esperimento ALPHA (Foto cortesia Maximilien Brice/CERN)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la misurazione di una riga spettrale di un atomo di antidrogeno. L’esperimento ALPHA del CERN, che ha proprio lo scopo di condurre esperimenti sull’anti-idrogeno per capire meglio le caratteristiche dell’antimateria, è riuscito a intrappolare un anti-atomo per esaminarlo con un laser e stabilire che le sue caratteristiche spettrali sono identiche a quelle dell’idrogeno.

Schema delle molecole d'acqua che ricadono nelle trappole a freddo su Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Due articoli pubblicato sulle riviste “Science” e “Nature Astronomy” descrivono due studi presentati anche al meeting dell’American Geophysical Union in corso a San Francisco che riportano nuove prove della presenza di ghiaccio d’acqua sotto la superficie del pianeta nano Cerere. I ricercatori hanno usato i dati rilevati dalla sonda spaziale Dawn della NASA per trovare due serie di prove che nel sottosuolo di Cerere c’è più ghiaccio del previsto e che può esistere per tempi lunghissimi.

Concetto artistico di una stella che si avvicina a un buco nero supermassiccio (Immagine ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su ASASSN-15lh, che era stata classificata come supernova superluminosa dopo che era stata scoperta nel 2015. Un team internazionale guidato da Giorgos Leloudas del Weizmann Institute of Science, Israele, e del Dark Cosmology Centre, Danimarca, ha esaminato osservazioni effettuate con vari telescopi concludendo che in realtà si è trattato di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio.

Il sistema di HD 163296 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); A. Isella; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive le prove della presenza di due pianeti neonati nel sistema della stella HD 163296. Un team di astronomi guidato da Andrea Isella della Rice University di Houston ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare due notevoli vuoti che hanno lasciato un marchio sia nella porzione di polvere che in quella di gas del disco protoplanetario che circonda la stella.

Il cargo spaziale HTV-6 catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-6 “Kounotori” è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale, comandato da Shane Kimbrough con l’assistenza di Thomas Pesquet. Il cargo spaziale giapponese, decollato venerdi scorso, trasporta una serie di rifornimenti ed esperimenti. Dopo la cattura, Ci vorrà un po’ prima che cominci lo spostamento della HTV-5 verso il punto d’attracco al modulo Harmony.