Ci sono diversi possibili metabolismi per le ipotetiche forme di vita su Encelado

Illustrazione dei possibili processi chimici in atto su Encelado
Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” riporta uno studio sulle condizioni sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, che indicano possibili processi chimici che potrebbero supportare il metabolismo di forme di vita. Un team di ricercatori ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini per creare un modello dei processi chimici in atto nell’oceano sotterraneo di Encelado concludendo che vi sono possibili reazioni chimiche di ossidoriduzione che possono alimentare il metabolismo di forme di vita.

La missione della sonda spaziale Cassini è terminata il 15 settembre 2017 ma l’enorme quantità di dati raccolti nel corso degli anni continua a generare nuovi studi. Encelado è diventato un importante obiettivo della missione dopo la scoperta di un oceano di acqua liquida sotto la sua crosta ghiacciata. L’individuazione di pennacchi di vapore e molecole anche complesse ha suscitato molto interesse.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” nell’aprile 2017 riportava l’individuazione di idrogeno molecolare, che viene utilizzato da molti microorganismi anaerobi terrestri nel loro metabolismo. Il dottor Hunter Waite del Southwest Research Institute a San Antonio, nel Texas, negli USA, aveva guidato il team che aveva annunciato quell’individuazione e ha fatto parte del team che ha condotto questo nuovo studio in cui sono state considerate altre possibili molecole come parte del metabolismo di microorganismi nell’oceano sotterraneo di Encelado.

Non è possibile esplorare direttamente il sottosuolo di Encelado ma molti indizi puntano a una presenza di fonti idrotermali sul fondo dell’oceano. Si tratta di un ambiente esistente anche sulla Terra e la vita sul pianeta potrebbe essere nata proprio lì. Quelle fonti scaldano l’ambiente e vi immettono minerali che permettono a molte forme di vita di prosperare.

Processi chimici complessi possono includere reazioni di ossidoriduzione, cioè quando, in parole molto semplici, sono incluse sia reazioni di ossidazione che di riduzione. Cicli vitali sono basati su questo tipo di reazioni perciò i ricercatori hanno provato a trovare un modello che permettesse di avere una situazione del genere su Encelado.

Sulla Terra l’ossigeno presente anche nelle profondità marine permette l’ossidazione, il problema era capire se possa essere presente anche su Encelado. Secondo i ricercatori, radiazioni ionizzanti che arrivano dallo spazio possono generare ossigeno molecolare e perossido di idrogeno. L’immagine (Cortesia Southwest Research Institute. Tutti i diritti riservati) mostra un’illustrazione della sezione trasversale di Encelado con i processi chimici studiati usando modelli geochimici.

Ci sono varie possibilità di chimica basata su reazioni di ossidoriduzione ma secondo il modello creato, su Encelado potrebbero avvenire reazioni chimiche aerobiche e anaerobiche analoghe a quelle utilizzate da microorganismi terrestri. La reazione che porta alla generazione di metano è quella che offre risultati più vicini a quelli rilevati in modo diretto sulla Terra.

Christine Ray, dottoranda in fisica al Southwest Research Institute e prima autrice della ricerca, ha spiegato che lei e i suoi colleghi hanno confrontato le loro stime dell’energia libera con quelle di ecosistemi sulla Terra e hanno determinato che, complessivamente, i valori per i metabolismi aerobici ed anaerobici soddisfano i requisiti minimi o li superano. Questi risultati indicano che la produzione di ossidanti e la chimica dell’ossidazione potrebbero contribuire a sostenere possibili forme di vita e una comunità di microorganismi con diversi metabolismi su Encelado.

Va detto che questa ricerca è basata su modelli geochimici che mostrano una possibilità basata su indizi raccolti dalla sonda spaziale Cassini, senza la diretta rilevazione di processi chimici indispensabili a confermarla. Ci sono progetti per nuove missioni con sonde spaziali in grado di studiare Encelado molto meglio di Cassini ma per il momento si tratta solo di proposte. C’è ancora molto lavoro da fare per capire se l’oceano di Encelado ospiti davvero forme di vita e le ricerche continuano perché si tratta di una possibilità davvero intrigante.

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