Una culla di stelle massicce nella costellazione dell’Aquila osservata dal telescopio spaziale Hubble

La nebulosa G035.20-0.74 (Immagine NASA, ESA, and J. Tan (Chalmers University of Technology); Processing; Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))
La nebulosa G035.20-0.74 (Immagine NASA, ESA, and J. Tan (Chalmers University of Technology); Processing; Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble della nebulosa catalogata come G035.20-0.74, una culla di stelle nella costellazione dell’Aquila. In questo caso specifico, le stelle che nascono sono davvero massicce, le giganti blu di classe B che sono fino a cinque volte più calde del Sole. La loro formazione è tra gli oggetti di ricerca degli astronomi e all’interno di G035.20-0.74 c’è una protostella massiccia che sta emettendo getti di gas. Si tratta di un fenomeno conosciuto nelle protostelle ma è difficile da osservare in quelle così massicce, che tendono a essere circondate da quantità maggiori di polveri che le nascondono.

Le stelle di classe B hanno una massa tra 2 e 16 volte quella del Sole con una temperatura superficiale tra i 10.000 e i 30.000 Kelvin. Solo le stelle di classe O sono più massicce e sono molto rare, anche perché consumano il loro idrogeno a velovità elevatissime e di conseguenza hanno una vita molto breve in termini astronomici.

Quando le stelle sono ancora in fase di formazione, esse assorbono gas dalla nube in cui stanno nascendo ma una parte di quel gas viene espulsa in getti. Si tratta di un processo che ha una durata breve, sempre in termini astronomici, stimata in circa 100.000 anni. Alla fine di quel processo, la protostella raggiunge un equilibrio ed entra nella sequenza principale, in cui trascorre la maggior parte della sua normale vita.

I getti emessi dalle protostelle sono stati osservati soprattutto in quelle di massa relativamente piccola, vicina a quella del Sole o inferiore. Stelle massicce si formano in nubi dove ci sono grandi quantità di gas che possono essere assorbite ma ciò rende difficili le loro osservazioni. Le osservazioni della nebulosa G035.20-0.74 condotte con il telescopio spaziale Hubble hanno permesso di rilevare le emissioni infrarosse che passano attraverso le polveri. La combinazione con osservazioni condotte da radiotelescopi ha offerto un quandro più completo della protostella massiccia al suo interno.

Il risultato dello studio della protostella nella nebulosa G035.20-0.74 indica che i suoi getti hanno proprietà simili a quelle di getti associati a stelle di massa inferiore. Ciò significa che i meccanismi di formazione stellare sono simili in stelle di massa almeno fino a 10 volte quella del Sole. È un risultato ottenuto grazie a una delle immagini ottenute dal telescopio spaziale Hubble, allo stesso tempo spettacolari e utilissime alla scienza.

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