Kepler-1708 b-i è una nuova candidata esoluna

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1708 b e della sua luna (Immagine cortesia Helena Valenzuela Widerström)
Concetto artistico dell’esopianeta Kepler-1708 b e della sua luna (Immagine cortesia Helena Valenzuela Widerström)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di una candidata esoluna che è stata catalogata come Kepler-1708 b-i. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha analizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA con lo specifico scopo di cercare possibili lune attorno agli esopianeti scoperti grazie a Kepler. Il gigante gassoso Kepler-1708 b, delle dimensioni di Giove, ha un segnale che indica la possibile presenza di una luna che sarebbe un po’ più piccola del pianeta Nettuno.

I metodi di verifica che il segnale individuato sia davvero una luna indicano che c’è solo l’1% di probabilità che si tratti di un falso positivo ma in un campo di ricerca così pionieristico l’interpretazione dei dati può fornire risultati errati anche se matematicamente coerenti. Sicuramente ci saranno discussioni su questa candidata esoluna come ce ne sono ancora riguardo alla candidata che potrebbe orbitare attorno a Kepler-1625b in una configurazione analoga.

Distante circa 5.500 anni luce dalla Terra, la stella Kepler-1708 è simile al Sole. Il gigante gassoso Kepler-1708 ha una distanza dalla sua stella tale da renderlo un candidato interessante per la ricerca di esolune come altri scoperti grazie al telescopio spaziale Kepler, il cacciatore di pianeti la cui missione è terminata nell’ottobre 2018 lasciando un tesoro in termini di dati raccolti.

David Kipping e i suoi collaboratori stanno cercando da anni di individuare lune in altri sistemi planetari, un’impresa molto più difficile dell’individuazione di esopianeti. Il transito di una luna di fronte a una stella lascia tracce davvero minime e ogni candidata richiede lunghe analisi per escludere altre ragioni per quelle tracce. La candidata Kepler-1625b I, annunciata nel luglio 2017 dopo che varie voci erano trapelate, è ancora in discussione proprio per le difficoltà di identificare con ragionevole certezza l’origine di quelle tracce.

La nuova candidata catalogata come Kepler-1708 b-i è simile alla precedente, nel senso che potrebbe trattarsi di una luna gigante grande quasi quanto Nettuno in orbita attorno a un gigante gassoso grande più o meno quanto Giove. Se si tratta davvero di lune, è possibile che sia siano formate come pianeti per essere poi catturate da pianeta più massicci.

Il team di David Kipping ha analizzato i dati con vari metodi i dati relativi alla candidata esoluna Kepler-1708 b-i per cercare di escludere altre origini per il segnale. I risultati indicano che c’è solo l’1% di probabilità che si tratti di un falso positivo ma in ricerche così pionieristiche questi risultati vanno sempre presi con grande cautela. Problemi come errori strumentali ed errori insiti nei modelli usati per analizzare i dati possono fornire risultati errati anche se matematicamente sembrano perfettamente coerenti.

Le difficoltà nell’identificazione di un’esoluna sono alla base delle discussioni ancora esistenti sulla candidata presentata nel 2017. Per questo motivo le discussioni sulla nuova candidata Kepler-1708 b-i sono già cominciate. La scienza funziona così, con controlli da parte di altri ricercatori che compiono analisi indipendenti dei dati pubblicati. Ora che finalmente il telescopio spaziale James Webb è stato lanciato sarà possibile ottenere osservazioni di qualità superiore anche dei sistemi delle candidate esolune per fare un passo avanti anche in questo tipo di frontiera della ricerca astronomica.

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