Wasp-103b è un esopianeta dalla forma ovale

Concetto artistico dell'esopianeta Wasp-103b e della sua stella (Immagine ESA)
Concetto artistico dell’esopianeta Wasp-103b e della sua stella (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta Wasp-103b che offre le prove della sua forma ovale. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale CHEOPS dell’ESA per avere la precisione necessaria per valutare la forma anomala di questo gigante gassoso. Essa è dovuta alle potenti forze mareali della sua stella, un po’ più grande e massicca del Sole, su questo pianeta a causa della loro vicinanza. Infatti, Wasp-103b è così vicino alla sua stella che il suo anno dura un po’ meno di un giorno terrestre.

Il telescopio spaziale CHEOPS è stato lanciato il 18 dicembre 2019 per esaminare esopianeti e ottenere dati precisi su di essi. Distante circa 1.800 anni luce dalla Terra, Wasp-103b è un gigante gassoso la cui scoperta è stata annunciata nel 2014, anche in quel caso su “Astronomy & Astrophysics”. La sua vicinanza alla sua stella è risultata da subito la caratteristica più peculiare, che lo include nella classe dei cosiddetti pianeti a periodo ultracorto.

Fin dalla sua scoperta, gli astronomi avevano indicato probabili effetti fuori dal normale della stella Wasp-103 sul suo pianeta. Nell’annuncio del 2014, Wasp-103b era stato definito un pianeta sull’orlo della distruzione mareale per il pericolo che corre di avvicinarsi ancor di più alla sua stella fino al punto di essere distrutto da essa.

Le osservazioni condotte con vari telescopi avevano permesso di appurare che Wasp-103b ha una massa che è circa una volta e mezzo quella di Giove. Tuttavia, non erano state in grado di valutare con sufficiente precisione le caratteristiche di quest’esopianeta da permettere di capire quale sarà il suo destino.

Un progresso è stato compiuto grazie al telescopio spaziale CHEOPS, che ha offerto una precisione tale da poter rilevare anche la deformazione dell’esopianeta Wasp-103b nelle osservazioni dei suoi passaggi di fronte alla sua stella. Kate Isaak, scienziata del progetto CHEOPS all’ESA, ha dichiarato che questo studio è un eccellente esempio delle domande disparate che gli scienziati che si occupano di esopianeti affrontano con CHEOPS, illustrando l’importanza di questa missione flessibile per studi mirati.

La precisione dei dati su Wasp-103b raccolti dal telescopio spaziale CHEOPS, uniti a quelli raccolti con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer, ha permesso di ottenere informazioni sulla distribuzione della massa al suo interno. Susana Barros dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço and University di Porto, in Portogallo, ha spiegato che la resistenza di un materiale alla deformazione dipende dalla sua composizione perciò misurando la sua deformazione possiamo dire quanta di esso è roccioso, gassoso, o composto d’acqua.

L’esopianeta Wasp-103b ha una composizione simile a quella di Giove ma è più grande probabilmente perché la sua atmosfera viene dilatata dal calore ricevuto dalla sua stella. Nonostante le nuove informazioni, gli autori di questo studio non sono ancora stati in grado di dare una risposta riguardo al suo destino. Anche sfruttando la precisione del telescopio spaziale CHEOPS, saranno necessarie altre osservazioni e ora che finalmente il James Webb è stato lanciato, anche lo studio di Wasp-103b potrebbe avvantaggiarsene con la possibilità di scoprire altri gioviani caldi vicini a stelle abbastanza massicce da deformarli.

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