Dopo la supernova SN 2012Z c’è una stella sopravvissuta

Sulla sinistra la galassia NGC 1309 e sulla destra una serie di immagini dell'area dove è avvenuta la supernova SN 2012Z catturate nel corso degli anni
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle conseguenze della supernova catalogata come SN 2012Z, considerata del tipo Iax che significa che si tratta dell’esplosione di una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiarne i resti scoprendo che la stella è sopravvissuta alla supernova ed è perfino più brillante di prima. Una possibilità è che l’esplosione sia stata troppo debole per spargere i resti della nana bianca nello spazio interstellare con la conseguenza che essi hanno cominciato a riaggregarsi.

Le supernove di tipo Ia vengono studiate da anni e quello che sembrava un mistero semplice da risolvere si sta rivelando sempre più intricato. Secondo il modello che era accettato, una nana bianca che ruba gas a una compagna può raggiungere una massa critica che causa la sua esplosione. La scoperta di supernove di questo tipo che non distruggono completamente le nane bianche ha portato a nuove indagini sulla possibilità che vi siano esplosioni meno potenti delle supernove di tipo Ia. La nuova catalogazione proposta è il tipo Iax e la supernova SN 2012Z è un caso che è risultato molto interessante.

La supernova SN 2012Z è stata individuata nel gennaio 2012 nella galassia a spirale NGC 1309, distante circa 110 milioni di anni luce dalla Terra. Dopo la sua scoperta, l’esame di immagini presenti nell’archivio del telescopio spaziale Hubble tra il 2005 e il 2006 avevano permesso di individuare la stella progenitrice di questa supernova, la prima volta che ciò avveniva quando la progenitrice era una nana rossa. Queste scoperte erano state pubblicate nell’agosto 2014 in un articolo sulla rivista “Nature”. Gli studi sono continuati e una parte di quel team ha prodotto anche l’articolo ora pubblicato su “The Astrophysical Journal”.

L’immagine (Cortesia McCully et al) mostra sulla sinistra la galassia NGC 1309 e sulla destra una serie di immagini dell’area dove è avvenuta la supernova SN 2012Z catturate nel corso degli anni. Il confronto mostra che la luminosità della stella è perfino aumentata dopo la supernova. Si è trattato di una sorpresa perché gli astronomi si aspettavano che la nana bianca fosse stata distrutta o che fosse rimasta solo una cosiddetta stella zombie, cioè una parte della nana bianca originale sopravvissuta.

Sono già stati scoperti diversi casi di stella zombie come ad esempio quella nei resti di supernova catalogati come LP 40-365. Essa è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista “Science” nell’agosto 2017. Le caratteristiche della supernova SN 2012Z indicavano che fosse del tipo Iax e quindi potesse essere rimasta una stella zombie ma un aumento di luminosità è un risultato inaspettato.

Secondo i ricercatori, è possibile che la nana bianca progenitrice della supernova SN 2012Z sia stata distrutta ma che l’esplosione non sia stata abbastanza potente da spargere i resti nello spazio interstellare. In un caso del genere, la conseguenza è che la forza di gravità prevale e porta i resti della nana bianca a riaggregarsi lentamente. La nuova nana bianca potrebbe essere, almeno temporaneamente, più grande della progenitrice e ciò spiegherebbe la maggior luminosità.

Le supernove di tipo Iax sono tenute sotto osservazione dagli astronomi per migliorare i modelli che descrivono i processi che portano all’esplosione e le loro conseguenze. Per questo motivo, questo non è l’ultimo studio di SN 2012Z, anche perché la visibilità nella sua area dovrebbe continuare a migliorare man mano che i detriti vengono catturati dalla stella sopravvissuta o si disperdono nello spazio interstellare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *