Nuove conferme della presenza di acqua liquida molto salata nel sottosuolo di Marte

Una mappa topografica dell'area di Ultimi Scopuli su Marte
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre nuove conferme alla presenza di acqua liquida molto salata nel sottosuolo di Marte. Un team di ricercatori guidato da Roberto Orosei dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ed Elena Pettinelli dell’Università degli studi Roma Tre ha esaminato rilevazioni condotte con lo strumento MARSIS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA assieme ad esperimenti di laboratorio e simulazioni per escludere che i dati rilevati siano stati generati da materiali diversi da acqua liquida salata.

La possibilità che vi sia acqua liquida su Marte in certe condizioni particolari nel sottosuolo e con un elevato tasso di salinità è stata proposta per la prima volta in uno studio pubblicato nel luglio 2018. Esso è stato basato su rilevazioni a cui altri ricercatori hanno tentato di offrire spiegazioni alternative. Si tratta di una normale prassi nel mondo della scienza, soprattutto per rilevazioni condotte dall’orbita di materiali presenti nel sottosuolo marziano che in questo caso hanno portato a conclusioni diverse riguardo alla natura dei dati rilevati.

Lo strumento MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) è un radar che rileva segnali provenienti dal sottosuolo marziano che sono influenzati dalla natura dei materiali che hanno attraversato. Tuttavia, può essere difficile avere certezze quando diversi materiali possono fornire rilevazioni molto simili.

In un caso del genere, la questione è resa ancor più complessa perché anche le temperature dei materiali influenzano gli effetti sulle rilevazioni radar ma replicare le condizioni marziane per condurre verifiche in laboratorio non è facile. Per questo motivo, negli anni successivi al primo studio ne sono usciti altri che hanno offerto conclusioni discordanti.

Lo studio appena pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre conferme della presenza di acqua liquida salata nei cosiddetti depositi polari marziani meridionali (in inglese South Polar Layered Deposits, SPLD). Il team di Roberto Orosei ed Elena Pettinelli ha condotto esperimenti di laboratorio e simulazioni per studiare le proprietà fisiche di questi depositi e cercare di stabilire se altri materiali oltre all’acqua salata possano generare i segnali rilevati dal radar MARSIS. La loro conclusione è che non ce ne sono altri.

Lo studio si è concentrato in particolare sul deposito chiamatao Ultimi Scopuli, nell’area della calotta polare meridionale di Marte. L’immagine (Cortesia Sebastian Lauro et al. Tutti i diritti riservati) mostra una mappa topografica di quell’area ottenuta usando lo strumento MOLA (Mars Orbiter Laser Altimeter) della sonda spaziale Mars Global Surveyor (MGS) della NASA in cui le linee tratteggiate indicano le rilevazioni condotte con lo strumento MARSIS della sonda spaziale Mars Express.

I ricercatori hanno calcolato che il contenuto di polvere nei depositi polari è compreso tra il 5 e il 12% e la temperatura alla base del ghiaccio non può superare il valore di 230 Kelvin, cioè -43 °Celsius. La geologa planetaria Graziella Caprarelli della University of Southern Queensland, tra gli autori dello studio, ha spiegato che questo studio mostra anche che la temperatura alla base del deposito calcolata finora è stata sottostimata e può facilmente raggiungere i 200 Kelvin, cioè -73 °Celsius.

Secondo Roberto Orosei, che è anche l’investigatore principale dello strumento MARSIS, questi risultati mostrano che i segnali rilevati non possono essere spiegata da un’interferenza esistente nei confini tra strati multipli, senza la presenza dell’acqua. Si tratta dell’alternativa suggerita in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”. Insomma, sono arrivate conferme dell’esistenza di laghi sotterranei di acqua liquida salata ma non è affatto detto che la questione sia chiusa.

4 Comments


    1. Negli ultimi anni ci sono state diverse ricerche interessanti su quest’argomento. Grazie per il tuo contributo!

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  1. Io ho anche individuato una linea di sorgenti e un orizzonte umido sul versante stratificato di una valle…
    Posso mostrare immagini

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    1. Se pensi di aver davvero individuato acqua su Marte dovresti comunicare le tue scoperte all’INAF per una verifica professionale.

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