Un possibile buco nero di massa intermedia scoperto mentre divora una stella

La stella divorata nell'evento AT 2020neh (Immagine NASA, ESA, Ryan Foley/UC Santa Cruz)
La stella divorata nell’evento AT 2020neh (Immagine NASA, ESA, Ryan Foley/UC Santa Cruz)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio su un cosiddetto evento di distruzione mareale, la distruzione di una stella da parte di un buco nero, in questo caso un candidato buco nero di massa intermedia. Un team di ricercatori ha catalogato l’evento come AT 2020neh e l’ha studiato usando il telescopio spaziale Hubble dopo la sua scoperta, avvenuta grazie allo Young Supernova Experiment (YSE), un’indagine condotta usando i telescopi Pan-STARRS. Buchi neri di massa intermedia sono rari, almeno per quanto ne sappiamo oggi, perciò ogni candidato scoperto può offrire nuove informazioni, anche sulla possibilità che si tratti di precursori di buchi neri supermassicci.

Distante circa 850 milioni di anni luce dalla Terra, la galassia nana SDSS J152120.07+140410.5 non è particolarmente interessante ma l’indagine YSE, iniziata quasi esattamente tre anni fa per cercare supernove e altri eventi astrofisici transitori, ha scoperto qualcosa di eccezionale al suo interno. Si tratta delle emissioni, al centro dell’immagine, generate da una stella che si è avvicinata troppo a un buco nero e ha cominciato a essere distrutta lentamente.

Quello classificato come AT 2020neh non è il primo caso conosciuto di quello che tecnicamente viene chiamato evento di distruzione mareale. Tuttavia, in questo caso il colpevole sembra un buco nero di massa intermedia e ciò rende quest’evento molto interessante.

Pochi candidati buchi neri di massa intermedia sono stati scoperti perciò è difficile dire se siano realmente rari o se semplicemente siano rari quelli circondati da dischi di accrescimento che tradiscono la loro presenza. Scoprire un candidato grazie a un evento di distruzione mareale è un colpo di fortuna perché in teoria il tempo di salita della luminosità delle sue emissioni è correlato alla sua massa. Insomma, studiando l’evento AT 2020neh dovrebbe essere possibile ottenere maggiori informazioni su un tipo di buco nero di cui sappiamo ancora ben poco.

Generalmente, le galassie hanno al loro centro un buco nero supermassiccio ma non vi sono ancora certezze sui meccanismi di formazione di questo oggetti estremi. I buchi neri di massa intermedia potrebbero essere dei precursori e potrebbe essere più facile trovarli in galassie nane. La fusione di galassie nane e di conseguenza quella dei loro buchi neri di massa intermedia potrebbe portare alla nascita di un buco nero supermassiccio.

Questo studio fornisce anche alcuni suggerimenti utili per future ricerche di buchi neri di massa intermedia. La ricerca di eventi di distruzione mareale, usando i dati dell’indagine YSE o di altre osservazioni, può rappresentare un modo per trovarli e studiarne le caratteristiche per mettere alla prova le teorie riguardani il loro rapporto con le galassie che li ospitano e con i buchi neri supermassicci.

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