WASP-193 b è un esopianeta di zucchero filato strano anche per questa categoria

Rappresentazione artistica dell'esopianeta WASP-193b
Rappresentazione artistica dell’esopianeta WASP-193b

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione dell’esopianeta WASP-193 b (Immagine creata con Gencraft), un gigante gassoso il cui diametro è circa una volta e mezzo quella di Giove ma con una massa che è solo un settimo di quella di Giove. Un team di ricercatori guidato da Khalid Barkaoui dell’Università di Liegi, in Belgio, ha usato il telescopio WASP-Sud della collaborazione Wide Angle Search for Planets (WASP) per individuare WASP-193 b per poi studiarne le caratteristiche con altri strumenti. La combinazione tra massa è densità di questo esopianeta è davvero difficile da spiegare dato che nessuna teoria sulla formazione planetaria porta a un pianeta come questo.

Esopianeti con una densità molto bassa non sono una novità, tanto da meritare meritare soprannomi come “pianeti di zucchero filato” o “super-gonfio” (super puff). Nel sistema di Kepler 51 ce ne sono addirittura tre e gli autori di uno studio su di essi pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” nel gennaio 2020 suggerivano che quelle caratteristiche siano legate alla loro giovane età.

Dopo la sua individuazione, l’esopianeta WASP-193 b è stato studiato con i telescopi TRAPPIST-Sud e SPECULOOS-Sud e gli spettrografi HARPS e CORALIE dell’ESO. La stella WASP-193, distante circa 1.200 anni luce dalla Terra e un po’ più massiccia del Sole, è più vecchia del Sole con un’età stimata attorno a 6,6 miliardi di anni. Ciò significa che WASP-193 b non è un esopianeta appena formato che un giorno perderà la maggior parte della sua atmosfera e diventerà un mini-Nettuno.

L’esopianeta WASP-193 b è anche molto più grande e massiccio dei tre super-gonfi del sistema di Kepler 51. È vicino alla sua stella, con un anno che dura un po’ più di 6 giorni terrestri, perciò viene riscaldato notevolmente. È possibile che si sia formato più lontano dalla sua stella per poi avvicinarsi, altrimenti avrebbe già dovuto perdere almeno parte della sua atmosfera a causa dell’azione del vento stellare.

Le analisi della composizione dell’esopianeta WASP-193 b indicano che è fatto soprattutto di idrogeno ed elio ma è l’unica caratteristica normale di questo gigante gassoso. Per il resto, le sue caratteristiche sono ancor più strane di quelle degli altri super-gonfi e ciò rende ancor più difficile trovare una spiegazione alla sua formazione.

L’atmosfera molto gonfia dell’esopianeta WASP-193 b richiede che vi sia una fonte di energia nelle sue profondità ma è difficile capire i meccanismi che hanno portato alla formazione di un pianeta così anomalo. È per questo motivo che i ricercatori credono che sia necessario continuare a studiare l’atmosfera di questo pianeta. Il telescopio spaziale James Webb è stato progettato anche per studiare le atmosfere di Esopianeti e potrebbe offrire informazioni preziose su quella di WASP-193 b. Nuovi dati sarebbero preziosi per aiutare il lavoro teorico necessario a ottenere un modello che descriva la formazione di un pianeta con quelle caratteristiche.

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