È un successo quasi completo il lancio inaugurale del razzo vettore Ariane 6

Il razzo vettore Ariane 6 al decollo nel suo volo inaugurale (Immagine cortesia ESA)
Il razzo vettore Ariane 6 al decollo nel suo volo inaugurale (Immagine cortesia ESA)

Poche ore fa il razzo vettore Ariane 6 è stato lanciato dalla base nella Guiana francese e ha compiuto la sua missione inaugurale nella versione con due booster laterali. Nel corso di circa 2 ore e 40 minuti, sono state compiute le varie fasi del volo, che tra le altre cose hanno testato la grande novità di questo razzo che consiste nella possibilità di riaccendere il motore Vinci che alimenta lo stadio superiore. Questa nuova possibilità permette di posizionare satelliti in orbite diverse nella stessa missione.

In questo lancio inaugurale, nove satelliti sono stati immessi in orbita. Tuttavia, un problema all’Unità di Propulsione Ausiliaria (Auxiliary Propulsion Unit, APU) ha portato alla mancata riaccensione dopo quasi due ore di volo e di conseguenza alla mancata separazione delle due capsule per il test di rientro. Insomma, il successo è incompleto e ci sarà un’indagine per capire il motivo del problema.

Al termine della missione, erano previste manovre di test per spingere lo stadio superiore ai suoi limiti per valutarne la stabilità. Due capsule dovevano separarsi dallo stadio superiore per testare gli scudi termici nell’ammararaggio nell’Oceano Pacifico. L’ultima manovra doveva essere quella per ottenere la cosiddetta deorbitazione dello stadio superiore allo scopo di farlo tornare verso il suolo per disintegrarsi nell’atmosfera ed evitare di aggiungere rifiuti spaziali in orbita che sono potenzialmente pericolosi. In questo caso però lo stadio superiore è rimasto in orbita.

Il razzo Ariane 6 rappresenta l’evoluzione più recente dei lanciatori pesanti di Arianespace, la sussidiaria di ArianeGroup, l’appaltatore dell’ESA nella produzione di razzi europei. L’Ariane 5 è stato un lanciatore pesante molto valido ma anche limitato nelle sue possibilità in un mercato che richiede flessibilità a causa della crescita delle richieste di lanci in diverse orbite di satelliti che possono essere anche molto piccoli.

L’Ariane 6 ha lo scopo di essere più flessibile del suo predecessore, con configurazioni con due o quattro booster laterali, chiamate rispettivamente Ariane 62 e Ariane 64. I booster usano il motore P120C già in uso per il razzo Vega C. Soprattutto, è stata aggiunta la possibilità di riaccendere il motore dello stadio superiore per posizionare satelliti in orbite diverse nel corso della stessa missione. Per ottenere questa flessibilità, è stato sviluppato il motore Vinci a idrogeno/ossigeno.

Ora bisognerà vedere se il problema all’APU causerà ritardi nel prossimo lancio dell’Ariane 6, previsto fra qualche mese. Già i tempi dello sviluppo dell’Ariane 6 sono stati più lunghi del previsto con uno sforamento del budget. Le polemiche sono arrivate anche perché il nuovo razzo non è riutilizzabile e di conseguenza è considerato già vecchio da molti commentatori. Per l’Europa è comunque importante avere un proprio lanciatore, soprattutto dopo la rottura con i rapporti con la Russia, che ha portato alla fine dell’uso dei razzi Soyuz. Per alcune missioni, l’ESA è stata costretta a rivolgersi a SpaceX mentre ora sarà possibile usare nuovamente un razzo europeo.

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