
Poco fa sono terminate le operazioni di collegamento del modulo espandibile BEAM sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’operazione è durata circa quattro ore durante le quali il braccio robotico Canadarm2 è stato utilizzato per trasportare BEAM dalla sezione non pressurizzata della navicella spaziale Dragon al modulo Tranquillity. A quel punto, esso è stato collegato alla Stazione tramite i controlli remoti, proprio come si fa con i cargo spaziali. Questa è solo la prima fase della sua installazione, che procederà lentamente passo dopo passo.
Il modulo espandibile BEAM (Bigelow Expandable Activity Module) di Bigelow Aerospace è arrivato pochi giorni fa a bordo della Dragon e se ne è parlato molto perché per la prima volta questo tipo di modulo verrà testato nelle reali condizioni di una stazione spaziale. Si tratta di un modulo che verrà gonfiato e pressurizzato solo fra circa un mese. Alla fine, il suo volume sarà circa cinque volte quello attuale compresso.
Si tratta di un piccolo modulo, che pienamente gonfiato sarà lungo quasi 4 metri per un diametro di circa 3 metri. L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale potrà entrare nel modulo BEAM come in qualunque altro modulo ma è previsto che lo facciano solo per installare i sensori che verranno usati per i test veri e propri. Ciò che dovrà essere appurato nelle reali condizioni d’uso è il livello di protezione che assicura contro le radiazioni solari, i detriti spaziali e le temperature estreme dello spazio.
I test continueranno per circa due anni e alla fine il modulo BEAM verrà sganciato ed esso ricadrà nell’atmosfera terrestre, dove si disintegrerà. Questo è solo un prototipo ma Bigelow Aerospace ha già annunciato assieme alla ULA (United Launch Alliance) una collaborazione per i lanci di habitat spaziali formati da moduli gonfiabili. In quel caso si tratterà di moduli ben più grandi del BEAM, i B330 che avranno 330 metri cubi di spazio interno.
Al momento il progetto è molto generico, nel senso che prevede di lanciare in orbita i moduli B330 a partire dal 2020 usando razzi vettori Atlas V ma si sa solo che verranno posti in un’orbita terrestre bassa. Una delle possibilità è quella di collegare un modulo B330 alla Stazione Spaziale Internazionale ma Bigelow Aerospace potrebbe anche decidere di creare una nuova stazione spaziale e il passo successivo potrebbe essere un hotel orbitale.

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