Asteroidi

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In gergo tecnico con il termine rendezvous si intende la manovra di avvicinamento, spesso pericolosa e ad alto rischio tra due oggetti nello spazio. I due corpi in questione sono il più delle volte una navicella spaziale e una stazione orbitale. Il più delle volte, visto che nel Novembre del 2014 il lander Philae lanciato dalla sonda Rosetta è riuscito per la prima volta nella storia delle missioni spaziali ad avvinarsi e atterrare dopo una rischiosa manovra sulla cometa 67P/Churyumov Gerasimenko. Un rendezvous coronato dal successo come quello avvenuto nel Settembre del 2018 nel libro, allora da poco uscito in Italia, dello scrittore Arthur Clarke.

Le prime immagini di 2015 TG387 (Immagine cortesia Scott Sheppard)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive la scoperta di 2015 TG387, un oggetto dalla lunghezza stimata attorno ai 300 chilometri la cui distanza dal Sole è circa 80 volte quella della Terra. Un team di astronomi guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science l’ha avvistato per la prima volta il 13 ottobre 2015 nel corso delle ricerche di un altro pianeta oltre l’orbita di Plutone. L’orbita di questo oggetto, che è stato soprannominato The Goblin, e quelle del pianeta nano Sedna e del possibile pianeta nano 2012 VP113 potrebbero essere spiegate dalla presenza di un pianeta ancora sconosciuto.

Concetto artistico di Patroclus e Menoetius (Immagine cortesia W.M. Keck Observatory/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulle migrazioni dei pianeti gassosi del sistema solare. Un team di scienziati ha studiato due asteroidi chiamati Patroclus e Menoetius che sono fuori dal normale dato che formano una coppia di troiani di Giove, il che significa che orbitano in un punto di equilibrio del sistema Sole-Giove. La loro conclusione è che la loro esistenza costituisce una prova degli spostamenti delle orbite dei pianeti gassosi.

La sonda spaziale New Horizons ha fotografato il suo prossimo obiettivo Ultima Thule

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dalla sua sonda spaziale New Horizons in cui il suo strumento LORRI ha individuato Ultima Thule, l’oggetto, ma potrebbero esserci due oggetti e/o una luna, della fascia di Kuiper che rappresenta il suo prossimo obiettivo per un passaggio ravvicinato previsto per Capodanno 2019. Quando le 48 fotografie combinate nell’immagine sono state scattate, il 16 agosto 2018, New Horizons era ancora a circa 172 milioni di chilometri di distanza da Ultima Thule e riuscire a individuare l’obiettivo è positivo perché i responsabili della missione possono cominciare a valutare eventuali aggiustamenti alla rotta della sonda.

Rappresentazione artistica di 'Oumuamua e delle sue emissioni (Immagine ESA/Hubble, NASA, ESO, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’asteroide interstellare 1I/2017 U1 ‘Oumuamua i cui autori ritengono che dopotutto si tratti di una cometa come avevano pensato inizialmente i suoi scopritori. Un team di ricercatori guidato da Marco Micheli del Coordination Centre ESA SSA-NEO di Frascati ha usato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble e vari telescopi al suolo per seguire la traiettoria di ‘Oumuamua scoprendo che era diversa da quella calcolata tenendo conto delle varie influenze gravitazionali. La conclusione è che c’è un’attività cometaria che genera una spinta aggiuntiva.