Comete

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Un concetto artistico del confronto tra il contenuto di acqua semipesante nella cometa interstellare 3I/ATLAS e sulla Terra. Nei cerchi viene mostrata la relativa abbondanza di acqua contenente deuterio al posto del normale idrogeno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio sulla cometa interstellare 3I/ATLAS che indica che si è formata in un ambiente molto più freddo del sistema solare. Questa conclusione è stata offerta da un team di ricercatori guidato da Luis E. Salazar Manzano, un dottorando all’Università del Michigan, grazie a rilevazioni condotte con il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). In particolare, l’Atacama Compact Array (ACA) ha permesso di rilevare la presenza di un rapporto tra la cosiddetta acqua semipesante e l’acqua comune almeno 30 volte superiore a quello esistente nelle comete del sistema solare e oltre 40 volte superiore a quello esistente nell’acqua degli oceani terrestri. Un tale arricchimento dell’acqua con tanti atomi di deuterio può avvenire solo in ambienti molto freddi, attorno a 30 Kelvin.

La cometa interstellare 3I/ATLAS

Vari enti scientifici hanno annunciato l’individuazione di quella che sembra proprio una cometa interstellare che ha ricevuto di conseguenza la designazione 3I/ATLAS. Potrebbe essere una grande cometa, con una larghezza stimata attorno ai 20 chilometri, ma le prime stime delle dimensioni del suo nucleo sono ancora decisamente approssimative. La sua traiettoria la porterà dentro l’orbita di Marte ma, assieme alla sua notevole velocità, poerterà solo a un cambiamento limitato di direzione da parte della gravità del Sole. Purtroppo, non si avvicinerà mai alla Terra abbastanza da permettere osservazioni dettagliate ma qualsiasi oggetto interstellare è molto interessante per gli astronomi. Si tratta del terzo “visitatore” ufficialmente riconosciuto dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.

La sonda spaziale Tianwen-2 decolla su un razzo vettore Long March 3B (Foto cortesia Xinhua/Cai Yang)

Poche ore fa è stata lanciata con successo la missione Tianwen-2. Un razzo vettore Long March 3B è decollato dal centro di lancio di satelliti di Xichang e dopo circa 18 minuti la sonda spaziale si è separata dall’ultimo stadio del razzo per cominciare il suo viaggio verso l’asteroide 469219 Kamoʻoalewa. Lo scopo è di prelevare campioni dalla sua superficie da riportare sulla Terra per poi riprendere il suo viaggio nello spazio verso la cometa 311P/PanSTARRS.

Rappresentazione artistica di una collisione nella Fascia di Kuiper che genera polvere (Immagine cortesia Dan Durda, FIAAA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio della presenza di polvere nella Fascia di Kuiper la quale suggerisce che possa essere molto più estesa di quanto si pensasse o che vi sia una seconda Fascia esterna a quella conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato rilevazioni condotte con lo strumento Venetia Burney Student Dust Counter (VBSDC, o semplicemente SDC) della sonda spaziale New Horizons della NASA per supportare queste possibilità. Ciò perché i modelli correnti indicano che la densità di polvere dovrebbe diminuire nella zona in cui sta viaggiando New Horizons, dove le rilevazioni sono superiori a quelle previste.

La cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulla cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) condotto grazie a osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha usato anche precedenti osservazioni per stimare che il nucleo di questa cometa ha un diametro di circa 119 chilometri. Questo risultato conferma che si tratta della più grande cometa conosciuta. Gli studi continueranno anche se rimarrà molto lontana dalla Terra anche perché quasi certamente proviene dalla nube di Oort.