Galassie

Blog che parlano di galassie, singole o in ammassi

La galassia nana ESO 495-21 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia nana ESO 495-21, davvero piccola avendo una massa totale stimata attorno a dieci miliardi di masse solari, circa il 3% della Via Lattea. L’interesse degli astronomi nei confronti di ESO 495-21 è dovuto al fatto che, nonostante le sue dimensioni ridotte, è del tipo starburst, cioè ha un ritmo elevato di formazione stellare, e ha al suo centro un buco nero supermassiccio con una massa stimata in almeno un milione di masse solari. Si tratta di un caso che potrebbe essere analogo alle prime galassie dell’universo e supporta l’ipotesi che la galassia nana si sia formata attorno a un buco nero che già esisteva prima.

Un'aurora cosmica tra gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’individuazione di campi elettromagnetici lungo un filamento che attraversa i circa 10 milioni di anni luce che dividono gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401. Un team di ricercatori guidato da Federica Govoni dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Cagliari che include ricercatori dell’INAF e di altri enti italiani ha usato il radiotelescopio Low Frequency Array (LOFAR) per effettuare per la prima volta misurazione di una struttura del genere nelle onde radio.

La galassia NGC 4485 alterata da uno scontro cosmico

Una nuova immagine catturata dagli strumenti Wide Field Camera 3 (WFC3) e Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio spaziale Hubble ritrae la galassia NGC 4485. Si tratta di una galassia irregolare, il che significa che la sua forma non rientra tra quelle normali per le galassie, una conseguenza del suo passaggio attraverso una vicina molto più grande, NGC 4490, che ha alterato l’equilibro al suo interno e tra le altre cose anche dando inizio alla formazione di nuove stelle.

L'inaspettata luminosità delle galassie più antiche dell'universo offre indizi su un momento cruciale della sua evoluzione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta le prove che le galassie più antiche dell’universo erano più luminose del previsto. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni compiute con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer di galassie che si erano formate meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang scoprendo una luminosità inaspettata agli infrarossi. Si tratta della conseguenza del rilascio di radiazioni ionizzanti e ciò può offrire nuovi indizi sull’epoca della reionizzazione, un momento cruciale nella storia dell’universo.

Migliaia di immagini del telescopio spaziale Hubble forniscono un'ampia veduta dell'universo e della sua storia

Un mosaico di immagini creato mettendo assieme 7.500 immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble offre un ritratto di una porzione dell’universo contenendo 265.000 galassie distanti fino a 13,3 miliardi di anni luce, il che significa che vediamo le più lontane com’erano circa cinquecento milioni di anni dopo il Big Bang. Il risultato è stato chiamato Hubble Legacy Field e combina anche osservazioni prese da varie campagne di osservazione nel campo profondo degli anni scorsi a lunghezze d’onda che vanno dagli ultravioletti agli infrarossi vicini. Mostra anche l’universo che si evolve nel tempo.