Galassie

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39 antenate delle galassie ellittiche massicce scoperte nell'universo primordiale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di 39 galassie nell’universo primordiale. Un team di ricercatori ha combinato dati di diversi telescopi per individuare un gruppo di galassie risalenti ai primi due miliardi di anni dopo il Big Bang che erano risultate invisibili a precedenti osservazioni nelle loro aree condotte a frequenze ottiche. Il loro studio potrebbe offrire nuove informazioni sull’evoluzione delle galassie, dei buchi neri supermassicci al loro centro e anche sulla distribuzione della materia oscura.

Scoperto un buco nero supermassiccio primordiale fortemente oscurato

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un buco nero supermassiccio caratterizzato dal fatto di essere in una fase iniziale di crescita in cui è fortemente oscurato e di risalire a circa 850 milioni dopo il Big Bang, il più antico di quel tipo scoperto finora. Un team di ricercatori, inclusi alcuni dell’INAF – Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna e del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Bologna ha usato dati raccolti dall’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per compiere questo studio ma anche mettendo assieme altri dati raccolti dal radiotelescopio ALMA non è certo se quel buco nero corrisponda al quasar catalogato come PSO167-13 o a una galassia vicina.

La galassia Holmberg 15A (Immagine cortesia Juan P. Madrid & Carlos J. Donzelli)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un buco nero ultramassiccio al centro della galassia Holmberg 15A, una galassia ellittica supergigante che costituisce il membro centrale dominante dell’ammasso galattico Abell 85. Un team di astronomi guidati da Kianusch Mehrgan del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics a Garching bei München, in Germania, ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare quella galassia stimando che la massa di quel buco nero è di circa 40 miliardi di volte quella del Sole.

La galassia NGC 3147 (Immagine ESA/Hubble & NASA, A. Riess et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta uno studio su un buco nero supermassiccio circondato da un disco di materiali che ha rivelato caratteristiche inaspettate. Un team di ricercatori guidato da Stefano Bianchi dell’Università degli Studi Roma Tre che include ricercatori di INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare il nucleo della galassia NGC 3147 scoprendo un disco piccolo e tenue, una versione ridotta dei grandi dischi tipici dei nuclei galattici attivi, una struttura che non dovrebbe esistere. La scoperta rappresenta una nuova opportunità per testare alcuni effetti relativistici ma potrebbe costringere gli astronomi a rivedere certi modelli sui nuclei galattici attivi.

La galassia nana ESO 495-21 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia nana ESO 495-21, davvero piccola avendo una massa totale stimata attorno a dieci miliardi di masse solari, circa il 3% della Via Lattea. L’interesse degli astronomi nei confronti di ESO 495-21 è dovuto al fatto che, nonostante le sue dimensioni ridotte, è del tipo starburst, cioè ha un ritmo elevato di formazione stellare, e ha al suo centro un buco nero supermassiccio con una massa stimata in almeno un milione di masse solari. Si tratta di un caso che potrebbe essere analogo alle prime galassie dell’universo e supporta l’ipotesi che la galassia nana si sia formata attorno a un buco nero che già esisteva prima.