La galassia nana ultra-debole Pegasus V

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’identificazione di una galassia nana ultra-debole che è stata chiamata Pegasus V vicina alla galassia di Andromeda. Un team di ricercatori ha condotto osservazioni mirate in seguito alla scoperta fatta da un astrofilo e, usando lo strumento GMOS montato sul telescopio Gemini Nord alle Hawaii ha potuto confermare l’esistenza di una galassia nana ultra-debole, piccola e con una luminosità molto limitata. Un risultato interessante delle osservazioni è la presenza molto limitata di elementi più pesanti di idrogeno ed elio, una scoperta che ha portato a concludere che si tratti di una sorta di fossile di una galassia primordiale.

Confronto artistico tra la Terra e l'esopianeta TOI-1807 b (Immagine Nardiello/NASA – Eyes-on-exoplanets)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta TOI-1807 b, un pianeta roccioso scoperto nel 2020 grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università degli studi di Padova ha usato lo spettrografo HARPS-N installato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) alle Canarie per condurre esami mirati di TOI-1807 b. La conclusione è che si tratta di un esopianeta un po’ più grande della Terra ma la principale peculiarità è che si tratta del più giovane del tipo con un periodo orbitale ultra-breve dato che ha un’età stimata a circa 300 milioni di anni e il suo anno dura circa 13 ore.

Il satellite CAPSTONE al decollo su un razzo Electron (Immagine NASA TV)

Poco fa il satellite CAPSTONE della NASA è stato lanciato su un razzo vettore Electron di Rocket Lab dalla base in Nuova Zelanda. Per circa sei giorni, lo stadio superiore Photon del razzo trasporterà CAPSTONE verso la Luna per poi separarsi e lasciare che compia un viaggio di oltre quattro mesi. Alla fine, questo satellite di classe CubeSat entrerà in una cosiddetta orbita halo quasi rettilinea per studiarne le dinamiche per almeno sei mesi. Si tratta dell’orbita in cui dovrebbe essere immesso il Gateway lunare della NASA, un elemento fondamentale del programma Artemis, perciò è necessario verificare che non vi siano problemi inaspettati, il che include le comunicazioni.

Sulla sinistra la galassia NGC 1309 e sulla destra una serie di immagini dell'area dove è avvenuta la supernova SN 2012Z catturate nel corso degli anni

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle conseguenze della supernova catalogata come SN 2012Z, considerata del tipo Iax che significa che si tratta dell’esplosione di una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiarne i resti scoprendo che la stella è sopravvissuta alla supernova ed è perfino più brillante di prima. Una possibilità è che l’esplosione sia stata troppo debole per spargere i resti della nana bianca nello spazio interstellare con la conseguenza che essi hanno cominciato a riaggregarsi.

Un'area del cratere Gale su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

La NASA ha pubblicato i risultati delle analisi di dati recentemente raccolti dal Mars Rover Curiosity durante il suo viaggio di risalita del Monte Sharp su Marte. Dopo aver trascorso anni in aree del cratere Gale che circondano la zona dove c’erano ancora molte tracce dell’antichissima presenza di acqua, Curiosity ha cominciato a viaggiare in una zona di transizione da una regione ricca di argilla a una piena di sale solfato. L’interesse per quella zona è dato dal fatto che mostra le tracce dei grandi cambiamenti climatici che hanno trasformato un pianeta che quand’era giovane era simile alla Terra nell’attuale pianeta rosso.