Concetto artistico della base lunare (Immagine NASA)

Nel corso della giornata di ieri, la NASA ha tenuto l’evento che ha chiamato Ignition, composto da una serie di annunci riguardanti il proprio programma spaziale. Diversi annunci erano attesi da parte del nuovo amministratore Jared Isaacman e da altri dirigenti dell’agenzia in connessione con il programma Artemis per capire le intenzioni dell’agenzia riguardo al ritorno di astronauti sulla Luna. Da questo punto di vista, l’intenzione che è stata annunciata è di accelerare il ritmo delle missioni per poter riuscire anche a costruire una base permanente sulla Luna. In questa nuova visione, il progetto del Lunar Gateway potrebbe essere abbandonato, anche se ufficialmente rimane rilevante a lungo termine.

Anche il programma riguardante le missioni verso Marte è stato parte dell’evento. In questo caso, c’è stata la presentazione della missione Space Reactor-1 Freedom (SR-1 Freedom), da condurre utilizzando una navicella spaziale a propulsione nucleare elettrica da lanciare nel dicembre 2028. A bordo dovrebbe esserci un gruppo di elicotteri Skyfall che hanno lo scopo di continuare l’esplorazione del pianeta rosso.

I campioni raccolti dalla sonda spaziale Hayabusa 2 in due occasioni diverse dal primo e dal secondo sito selezionati sull'asteroide Ryugu.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta delle cinque basi azotate che formano DNA e RNA, adenina, guanina, citosina, timina e uracile, in campioni riportati sulla Terra dall’asteroide Ryugu. Un team di ricercatori ha analizzato due dei campioni prelevati dalla sonda spaziale Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale JAXA nel corso della sua missione. Le cinque basi azotate sono state trovate in entrambi i campioni. Poco più di un anno fa, era stata annunciata la rilevazione delle cinque basi azotate in campioni riportati dall’asteroide Bennu dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA. Si tratta di una nuova conferma della presenza di mattoni della vita negli asteroidi ed è possibile che essi abbiano seminato la Terra primordiale.

Una mappa tridimensionale dell'universo locale con i vari superammassi galattici. Sulla sinistra c'è il superammasso della Vela

Un articolo sottoposto per la pubblicazione alla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di uno studio astronomico che ha impiegato una tecnica ibrida per esaminare il superammasso della Vela. Un team di ricercatori ha combinato spostamento verso il rosso con distanze e velocità peculiari delle galassie all’interno del superammasso della Vela per ottenerne un ritratto completo, un risultato che finora non era riuscito per la sua posizione, nascosta dalla cosiddetta zona di evitamento della Via Lattea.

Informazioni chiave sono state ottenute usando il telescopio ottico SALT e il radiotelescopio MeerKAT, entrambi in Sudafrica. Data l’importanza di questa nazione in questa ricerca, gli autori hanno usato il soprannome Vela-Banzi, aggiungendo un termine in xhosa, una lingua Bantu, che significa “rivelandosi ampiamente”.

Sulla sinistra una combinazione tra foto della nebulosa planetaria NGC 6543 ottenute dai telescopi spaziali Euclid e Hubble con un particolare di una foto ottenuta da Hubble sulla destra.

La nebulosa planetaria NGC 6543, conosciuta anche con il soprannome Occhio di Gatto, è la protagonista della foto del mese del telescopio spaziale Hubble. Tuttavia, per l’occasione è stato creato un accostamento tra un’immagine catturata da Hubble e una catturata dal telescopio spaziale Euclid dell’ESA. Questi due strumenti possono catturare entrambi lunghezze d’onda nell’infrarosso vicino e nella luce visibile ma Euclid è specializzato nelle indagini di campo profondo. Per questo motivo, ha ritratto NGC 6543 come parte di una vasta regione di spazio. La combinazione dei due telescopi offre maggiori dettagli su una nebulosa planetaria che continua a essere studiata da oltre due secoli.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la sua missione CRS-33 (Immagine NASA)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-33 (Cargo Resupply Service 33) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 12 ore prima. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 25 agosto 2025. Per SpaceX, era la cinquantesima missione alla Stazione includendo quelle del cargo Dragon e quelle con equipaggio della Crew Dragon.