Una mappa tridimensionale dell'universo locale con i vari superammassi galattici. Sulla sinistra c'è il superammasso della Vela

Un articolo sottoposto per la pubblicazione alla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di uno studio astronomico che ha impiegato una tecnica ibrida per esaminare il superammasso della Vela. Un team di ricercatori ha combinato spostamento verso il rosso con distanze e velocità peculiari delle galassie all’interno del superammasso della Vela per ottenerne un ritratto completo, un risultato che finora non era riuscito per la sua posizione, nascosta dalla cosiddetta zona di evitamento della Via Lattea.

Informazioni chiave sono state ottenute usando il telescopio ottico SALT e il radiotelescopio MeerKAT, entrambi in Sudafrica. Data l’importanza di questa nazione in questa ricerca, gli autori hanno usato il soprannome Vela-Banzi, aggiungendo un termine in xhosa, una lingua Bantu, che significa “rivelandosi ampiamente”.

Sulla sinistra una combinazione tra foto della nebulosa planetaria NGC 6543 ottenute dai telescopi spaziali Euclid e Hubble con un particolare di una foto ottenuta da Hubble sulla destra.

La nebulosa planetaria NGC 6543, conosciuta anche con il soprannome Occhio di Gatto, è la protagonista della foto del mese del telescopio spaziale Hubble. Tuttavia, per l’occasione è stato creato un accostamento tra un’immagine catturata da Hubble e una catturata dal telescopio spaziale Euclid dell’ESA. Questi due strumenti possono catturare entrambi lunghezze d’onda nell’infrarosso vicino e nella luce visibile ma Euclid è specializzato nelle indagini di campo profondo. Per questo motivo, ha ritratto NGC 6543 come parte di una vasta regione di spazio. La combinazione dei due telescopi offre maggiori dettagli su una nebulosa planetaria che continua a essere studiata da oltre due secoli.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la sua missione CRS-33 (Immagine NASA)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-33 (Cargo Resupply Service 33) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 12 ore prima. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 25 agosto 2025. Per SpaceX, era la cinquantesima missione alla Stazione includendo quelle del cargo Dragon e quelle con equipaggio della Crew Dragon.

Un'illustrazione delle rilevazioni delle emissioni provenienti dalla galassia HATLAS J142935.3–002836

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters” riporta la rilevazione di un megamaser generato da HATLAS J142935.3–002836, una galassia che è in una fase di notevole attività perché è ancora in atto una fusione galattica che ha anche portato a una notevole formazione stellare. Un team di ricercatori guidato dall’Università sudafricana di Pretoria ha usato il radiotelescopio MeerKAT per rilevare le emissioni maser. La forza delle sue emissioni è tale da spingere i ricercatori a definirla un gigamaser ma certe rilevazioni sono possibili solo grazie a un fenomeno di lente gravitazionale. Ciò la rende comunque il maser astronomico più luminoso e più lontano conosciuto.

Viste della navicella spaziale Crew Dragon Freedom mentre attracca alla Stazione Spaziale Internazionale nella missione Crew-12 (Immagine NASA+)

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Freedom di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione Crew-12 o SpaceX Crew-12 iniziata con il suo lancio avvenuto circa 34 ore prima. Dopo le verifiche che la pressione sia stata correttamente equilibrata, il portello è stato aperto per permettere ad Andrey Fedyaev, Jack Hathaway, Jessica Meir e Sophie Adenot di entrare nella Stazione e cominciare la loro missione.