Un concetto artistico del confronto tra il contenuto di acqua semipesante nella cometa interstellare 3I/ATLAS e sulla Terra. Nei cerchi viene mostrata la relativa abbondanza di acqua contenente deuterio al posto del normale idrogeno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio sulla cometa interstellare 3I/ATLAS che indica che si è formata in un ambiente molto più freddo del sistema solare. Questa conclusione è stata offerta da un team di ricercatori guidato da Luis E. Salazar Manzano, un dottorando all’Università del Michigan, grazie a rilevazioni condotte con il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). In particolare, l’Atacama Compact Array (ACA) ha permesso di rilevare la presenza di un rapporto tra la cosiddetta acqua semipesante e l’acqua comune almeno 30 volte superiore a quello esistente nelle comete del sistema solare e oltre 40 volte superiore a quello esistente nell’acqua degli oceani terrestri. Un tale arricchimento dell’acqua con tanti atomi di deuterio può avvenire solo in ambienti molto freddi, attorno a 30 Kelvin.

Il satellite Bluebird 7 al decollo su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)

È arrivata la conferma che il satellite Bluebird 7 di AST SpaceMobile ricadrà sulla Terra dopo essere finito in un’orbita troppo bassa per raggiungere quella necessaria per operare come satellite di telecomunicazioni per le connessioni dirette a telefoni cellulari. Il problema era emerso domenica, poco dopo la separazione dal secondo stadio del razzo vettore New Glenn di Blue Origin. Le prime ricostruzioni avevano portato ben presto a individuare la causa di questo insuccesso in un funzionamento errato proprio del secondo stadio.

Il cargo spaziale Cygnus XL catturato dal dal braccio robotico Canadarm2 nella missione NG-24 (Immagine NASA)

Nella giornata di ieri, la navicella spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman, partita sabato 11 aprile, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Jack Hathaway, assistito dal collega Chris Williams, ha condotto la lenta manovra per spostare la Cygnus fino a farla attraccare al modulo Unity della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman decolla su un razzo vettore Falcon 9 nella missione NG-24 (Immagine NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral nella missione NG-24 oppure CRS NG-24. Dopo circa 15 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della quarta missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi lanciata usando il razzo Falcon 9 in attesa che sia pronta la nuova versione del razzo Antares di Northrop Grumman. È anche la seconda che vede impiegata la nuova versione del cargo spaziale Cygnus.

L'ammaraggio della navicella spaziale Orion Integrity (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Orion Integrity della NASA ha concluso la missione Artemis II ammarando al largo della costa di San Diego. Era partita il 2 aprile scorso sull’SLS (Space Launch System), anch’esso della NASA. Varie navi di supporto erano nell’area per recuperare la Integrity e soccorrere gli astronauti Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Tutto ciò che è possibile recuperare è stato recuperato, come i paracadute del sistema di ammaraggio, per poter raccogliere più dati possibili su una fase critica come il ritorno sulla Terra.