HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” presenta il programma Hubble Deep UV (HDUV) Legacy Survey, un grande panorama della storia evolutiva dell’universo basata su osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha sfruttato le capacità di rilevazione delle frequenze ultraviolette di Hubble combinandola con osservazioni agli infrarossi e alla luce visibile, anche di altri telescopi, per estendere precedenti indagini con un campo di vista che include circa 15.000 galassie, incluse 12.000 in cui c’è formazione stellare.

Una galassia Hot DOG vista ai raggi X

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la prima osservazione dettagliata ai raggi X di una galassia catalogata come W1835+4355 di un raro tipo perché al suo centro c’è un quasar del tipo Hot DOG (Hot Dust-Obscured Galaxies). Un team guidato da Luca Zappacosta dell’INAF di Roma ha usato dati raccolti dai telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e NuSTAR della NASA per ottenere le rilevazioni più accurate delle emissioni di raggi X da parte di una galassia Hot DOG. Ciò sarà utile per capire meglio la natura di questo tipo di galassie e l’attività del buco nero supermassiccio al loro centro.

Viste simulate di WASP-121b (Immagine NASA/JPL-Caltech/Aix-Marseille University (AMU))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca sui pianeti giganti gassosi molto vicini alla loro stella. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni compiute con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer e simulazioni al computer per studiare in particolare le caratteristiche dell’atmosfera dell’esopianeta WASP-121b ma anche di altri simili, chiamati gioviani ultra caldi. Essi sono talmente vicini alle loro stelle che il loro lato diurno ha temperature elevatissime e caratteristiche per certi versi simili più a una stella che a un pianeta.

Il cielo attorno a NGC 5018

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’indagine VST Early-type GAlaxy Survey (VEGAS). Un team di ricercatori guidato da Marilena Spavone dell’INAF di Napoli ha usato il VLT Survey Telescope (VST) dell’ESO in Cile per ottenere immagini molto dettagliate di molte galassie ellittiche. Tra di esse c’è NGC 5018, interessante tra le altre cose per strutture come quella che è chiamata coda mareale, una striscia di gas contenente varie stelle che fuoriesce da quella galassia. Si tratta di prove di interazioni tra galassie che offrono informazioni sulle caratteristiche delle galassie primordiali.