SuperHeavy 21 e Starship 41 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Nella giornata di ieri, SpaceX ha condotto un nuovo test di volo dei prototipi del suo razzo Super Heavy e della Starship, lanciati dalla base di Boca Chica, in Texas. Si tratta del quattordicesimo test che ha visto l’intero sistema dell’azienda di Elon Musk che dovrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali con una capacità di trasporto senza precedenti ed essendo totalmente riutilizzabile. Sono prototipi avanzati al punto da condurre una missione orbitale e la messa in orbita di veri satelliti Starlink V3. In questo volo, il Super Heavy era quello identificato come Booster 21 e la Starship quella identificata come Starship 41 o Ship41 o semplicemente S41.

Una rappresentazione artistica di un evento di distruzione mareale: una stella viene distrutta dalle intense forze mareali di un buco nero supermassiccio, mentre parte della sua materia forma un disco di accrescimento attorno a esso. (Immagine generata da Google

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio sulla formazione di getti di materiali da parte dei buchi neri trovando una regola che sembra essere indipendente dalla loro massa. Adelle Goodwin dell’International Centre for Radio Astronomy Research della Curtin University, in Australia, e Andrew Mummery dell’Institute for Advanced Study di Princeton, negli USA, hanno studiato una serie di eventi di distruzione mareale in cui buchi neri hanno distrutto una stella. Analizzando i dati raccolti, i ricercatori hanno concluso che tutti i buchi neri emettono potenti getti di materiali nello stesso momento del loro ciclo di accrescimento, il quale è legato solo alla velocità del buco nero nell’alimentarsi e non alla sua massa.

I I satelliti Sentinel-3C e FLEX decollano su un razzo vettore Vega-C (Foto ESA–S. Corvaja. ESA Standard Licence)

Poche ore fa i satelliti Sentinel-3C, parte del programma GMES / Copernicus, e FLEX sono stati lanciati dal centro spaziale nella Guiana francese su un razzo vettore Vega-C. Dopo circa un’ora, Sentinel-3C si è separato dall’ultimo stadio del razzo, l’adattatore chiamato Vespa. Dopo altri 57 minuti circa, anche FLEX si è separato da Vespa. La loro orbita finale è di tipo eliosincrono, che significa che passeranno sopra una certa area della Terra sempre alla stessa ora locale, con un’altitudine di circa 815 chilometri.

Due viste di Saturno ottenute grazie al telescopio spaziale Hubble. Sulla destra, la vista del polo sud del pianeta, con il decagono oggetto di questo studio

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta la scoperta di una struttura a forma di decagono al polo sud del pianeta Saturno. Un team di ricercatori guidato dal professor Agustín Sánchez-Lavega dell’Università dei Paesi Baschi ha combinato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble tra il 2023 e il 2025. Hanno così notato un’evoluzione di questa struttura che inizialmente era solo vagamente definita per poi assumere contorni più definiti. Questo decagono ha similitudini con l’esagono al polo nord di Saturno ma mostra anche delle differenze. I ricercatori pensano che potrebbe essere generato da un nuovo fenomeno atmosferico.

Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman decolla su un razzo vettore Falcon Heavy (Immagine NASA+)

Poco fa il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA è stato lanciato su un razzo vettore Falcon Heavy di SpaceX dal Kennedy Space Center. Dopo poco più di 31 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla sua rotta che lo porterà verso l’area chiamata L2 (Lagrange Point 2), dove comincerà la sua missione scientifica.

Conosciuto inizialmente come WFIRST (Wide Field InfraRed Survey Telescope) per poi essere intitolato all’astronoma Nancy Grace Roman, questo telescopio spaziale ha avuto una storia complicata e fuori dal normale. Vari progetti per l’astronomia agli infrarossi sembravano impossibili da essere approvati per la mancanza di fondi sufficienti ma nel 2012 il National Reconnaissance Office (NRO) donò alla NASA due satelliti spia inutilizzati dotati di uno specchio delle dimensioni di quello di Hubble, che ha un diametro di 2,4 metri. Ciò ha permesso di far partire questo progetto.