Il cargo spaziale Dragon 2 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale nella missione CRS-34 (Immagine NASA+)

Poco fa la navicella spaziale Dragon 2 di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale completando la prima parte della missione CRS-34. L’astronauta Jack Hathaway a e la sua collega Sophie Adenot hanno monitorato l’operazione ma il cargo spaziale, partito circa 37 ore prima, ha completato in modo automatizzato le manovre senza alcun problema.

Il cargo spaziale SpaceX Dragon 2 decolla su un razzo Falcon 9 per iniziare la missione CRS-34 (Immagine NASA+)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon 2 è partita su un razzo vettore Falcon 9 da Cape Canaveral nella missione CRS-34 (Cargo Resupply Service 34), indicata anche come SpX-34. Dopo quasi 12 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della trentaquattresima missione di invio della navicella spaziale Dragon/Dragon 2 alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Concetto artistico della zona chiamata ENDTRANZ, colorata in rosso, parte di un sistema stellare in fase di formazione

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio che ha identificato una parte importante del processo di formazione planetaria. Un team di ricercatori guidato da Indrani Das dell’Academia Sinica Institute of Astronomy and Astrophysics (ASIAA) ha trovato una zona di transizione dove il gas diventa parte di un disco in cui si formano pianeti usando il radiotelescopio ALMA. Questa zona è stata chiamata ENDTRANZ (Envelope Disk Transition Zone) e l’ha individuata attorno alla protostella L1527 IRS.

Un concetto artistico del confronto tra il contenuto di acqua semipesante nella cometa interstellare 3I/ATLAS e sulla Terra. Nei cerchi viene mostrata la relativa abbondanza di acqua contenente deuterio al posto del normale idrogeno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio sulla cometa interstellare 3I/ATLAS che indica che si è formata in un ambiente molto più freddo del sistema solare. Questa conclusione è stata offerta da un team di ricercatori guidato da Luis E. Salazar Manzano, un dottorando all’Università del Michigan, grazie a rilevazioni condotte con il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). In particolare, l’Atacama Compact Array (ACA) ha permesso di rilevare la presenza di un rapporto tra la cosiddetta acqua semipesante e l’acqua comune almeno 30 volte superiore a quello esistente nelle comete del sistema solare e oltre 40 volte superiore a quello esistente nell’acqua degli oceani terrestri. Un tale arricchimento dell’acqua con tanti atomi di deuterio può avvenire solo in ambienti molto freddi, attorno a 30 Kelvin.

Il satellite Bluebird 7 al decollo su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)

È arrivata la conferma che il satellite Bluebird 7 di AST SpaceMobile ricadrà sulla Terra dopo essere finito in un’orbita troppo bassa per raggiungere quella necessaria per operare come satellite di telecomunicazioni per le connessioni dirette a telefoni cellulari. Il problema era emerso domenica, poco dopo la separazione dal secondo stadio del razzo vettore New Glenn di Blue Origin. Le prime ricostruzioni avevano portato ben presto a individuare la causa di questo insuccesso in un funzionamento errato proprio del secondo stadio.