Buchi neri

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La coppia di quasar fotografata dalla Hyper Suprime-Cam montata sul telescopio Subaru

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta della coppia di quasar in fase di fusione più distante conosciuta. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni del telescopio Subaru con il Gemini Nord per trovare le tracce di questa coppia di quasar che vediamo com’erano circa 900 milioni di anni dopo il Big Bang.

Studiare questa coppia di quasar può offrire nuove informazioni sull’epoca della reionizzazione, il periodo iniziato circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang che è stato cruciale nella storia dell’universo. È l’epoca in cui l’idrogeno neutro che bloccava la luce venne ionizzato, con la conseguenza che l’universo divenne il luogo luminoso che conosciamo oggi. Un articolo accettato per la pubblicazione su una rivista della American Astronomical Society offre ulteriori analisi basate su osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA.

Una rappresentazione artistica di due fasi della formazione di un disco di gas e polveri attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia SDSS1335+0728

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati dell’osservazione di una nuova attività del buco nero supermassiccio al centro della galassia catalogata come SDSS J133519.91+072807.4 e chiamata “semplicemente” SDSS1335+0728. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con vari strumenti per osservare un aumento della luminosità di questa galassia. Ciò aveva portato già alla fine del 2019 all’inclusione tra quelle con un nucleo galattico attivo.

Le galassie Abell 478 e NGC 5044 viste ai raggi X dall'Osservatorio Chandra con i dati rilevati alle onde radio del radiotelescopio VLBA (Very Large Baseline Array) ingranditi nei riquadri

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio di buchi neri supermassicci che emettono getti di energia che mirano a direzioni diverse nel corso del tempo. Un team di ricercatori guidato da Francesco Ubertosi dell’Università di Bologna che include anche anche altri ricercatori italiani dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell’Università di Bologna ha combinato osservazioni condotte con l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e con il radiotelescopio VLBA per esaminare 16 galassie scoprendo che circa un terzo dei loro buchi neri supermassicci emette getti che hanno cambiato direzione in modo significativi entro gli ultimi 10 milioni di anni. Per questo tipo di emissione sono stati paragonati alla Morte Nera.

Una regione vicina al centro della Via Lattea

Un articolo pubbicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di osservazioni di una struttura analoga a un camino che funziona come una sorta di sfiato da cui fuoriesce gas caldo che arriva da Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di ricercatori che include Gabriele Ponti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Brera ha combinato osservazioni condotte ai raggi X con l’Osservatorio Chandra della NASA e alle onde radio con il radiotelescopio MeerKAT per individuare quello sfiato, che si trova a circa 700 anni luce dal centro della Via Lattea. Ciò aiuta a ricostruire i processi in cui Sagittarius A* inghiotte materiali e ne riemette una parte.

La posizione del sistema ZS7 in passate osservazioni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta le prove della fusione di due buchi neri supermassicci in atto in una coppia di galassie catalogata come ZS7 nell’universo primordiale. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere le immagini di quest’evento che vediamo com’era in atto quando l’universo aveva circa 740 milioni di anni ed era quindi molto giovane in termini astronomici. Si tratta della coppia di buchi neri in fase di fusione più lontana scoperta finora e potrebbe offrire informazioni preziose per capire come questi oggetti estremi crescessero così rapidamente.